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Malpensa express, è ora della seconda fermata oraria a Busto

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8 Gennaio 2007

Da quasi 20 anni l’Amministrazione di Busto Arsizio sta collaborando con le Ferrovie Nord Milano (ora LeNord) per assicurare la miglior integrazione possibile fra il servizio pubblico che questa azienda eroga ed il contesto cittadino e territoriale che gravita intorno alla nostra città, che come tutti i capoluoghi (indicando con questo termine non solo una dimensione amministrativa, ma di sostanziale referenzialità) ha anche una serie di comuni satelliti ai servizi primari di cui essa dispone.
Con la scelta di partecipare all’interramento del sedime ferroviario FNM nel tratto urbano e alla costruzione della nuova stazione con un ingente contributo economico (oltre venti miliardi di lire), la nostra città ha dimostrato lungimiranza urbanistica e solidarietà imprenditoriale.
Più recentemente essa ha visto nascere il raccordo ferroviario con Malpensa, che si diparte dal cavalcavia di Sacconago, ma ha dovuto attendere oltre quattro anni prima di vedersi accreditare il diritto di fermata per almeno uno dei due treni orari di collegamento tra Milano e l’aeroporto.
Questa fermata è stata concessa a titolo sperimentale, una formula politica per dire e non dire, ma guardando ai risultati ottenuti dobbiamo affermare che è stato un successo, almeno per i pendolari della nostra città diretti a Milano; per la direzione aeroporto ci sono ampi spazi di crescita, ma questo è dovuto anche alla scelta di non utilizzare Busto come stazione di interscambio con il Milano-Novara, proprio per il fatto di avere una sola fermata oraria e di non aver spinto in questo senso dal punto di vista della comunicazione e dell’offerta di un biglietto a prezzi convenzionati per le stazioni sulla tratta Saronno-Novara in riferimento a Malpensa.
E’di qualche giorno fa la notizia che può costare più il parcheggio dell’auto per qualche giorno all’interno dell’aeroporto che un volo low-cost (a basso costo), e questo dovrebbe suggerire anche un più ampio e migliore utilizzo del treno, come avviene a Roma Fiumicino e a Palermo, gli unici due aeroporti in Italia che hanno questa possibilità oltre a Malpensa.
Anche per queste ragioni, oltre a quelle dei pendolari che già da tempo rappresento, credo sia ora di dare forma definitiva alla seconda fermata oraria del Malpensa Express a Busto Arsizio ed ho invitato gli amici pendolari a sottoscrivere la petizione on-line che è possibile trovare all’indirizzo: http://www.ipetitions.com/petition/Mpx_2_Busto_A/
Il Consiglio Comunale di Busto Arsizio ha deciso di sostenere questa iniziativa, votando all’unanimità una risoluzione che invita la Giunta comunale ad attivarsi in questo senso presso la società LeNord e la Regione Lombardia, sua azionista di maggioranza.
Diverso mi risulta l’atteggiamento dei sindaci di Castellanza e Ferno, e qui si constata di nuovo la difesa del campanile: il sindaco Colombo di Ferno preferisce fare una comparsata a Striscia la Notizia col Gabibbo invece di richiedere che il Malpensa Express in partenza da Milano Cadorna alle 20.27 (anche questo sperimentale), l’unico che ferma anche a Rescaldina e Castellanza, fermi anche a Ferno-Lonate, permettendo così l’apertura della stazione, che nel frattempo va in rovina.
Il sindaco Farisoglio, invece, è convinto di avere ancora una stazione, ma si dovrà convincere che presto non l’avrà più. Provi a riflettere su questo: quand’anche si dovesse realizzare la stazione di interscambio con Trenitalia (comunque già in territorio di Busto), perché possa essere operativa si dovrà riscrivere l’intera geografia ferroviaria della zona, perché Busto Arsizio ha già due stazioni, sulle due direttrici, a brevissima distanza dall’incrocio, e l’attuale sedime RFI non ha possibilità di ospitare una interconnessione in quel punto senza i lavori per il terzo binario.
La seconda fermata del Malpensa Express a Busto Arsizio è l’unica possibilità per tutti di avere un servizio accettabile fino al 2009, ovvero fino all’inaugurazione del tunnel di Castellanza, e poi vedremo che cosa succederà, considerata la penuria di convogli che lamenta l’intera rete di LeNord, anche questo un fatto che abbiamo da lungo tempo messo in luce.
Una volta di più per risolvere questo problema serve pensare in chiave di sistema e di territorio, non di difesa di privilegi, ed occorre dare risposte serie alle esigenze delle persone. E’ drammatico dover constatare che un servizio pubblico non ragiona più in termini di qualità e quantità del servizio, ma unicamente per pareggio di bilancio: dovremo rivedere molte cose su questo versante.(http://alessandro.berteotti.name)

Alessandro Berteotti

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