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Malpensa non sarà mai un hub

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18 Ottobre 2006

Egregio Direttore,
fra le molte e spesso inutili polemiche su Malpensa è emersa una osservazione giusta: questo aeroporto non è mai stato e mai sarà un hub.
Mettiamoci quindi il cuore in pace e, soprattutto, dimentichiamo l’assurdo progetto di una terza pista che non serve e che comunque non possiamo permetterci sia per ragioni ambientali che economiche.
E’ d’altra parte comprensibile che Formigoni cerchi di alzare un polverone per nascondere le proprie reponsabilità nell’aver sempre sostenuto Linate contro ogni possibile aspirazione di Malpensa.
Così come è meglio che facciamo finta di non sentire le lamentele leghiste, dopo che proprio questo partito ha voluto imporre quel presidente di SEA, poi addirittura diventato presidente di Alitalia, che (i bilanci lo dimostrano) ha avviato la compagnia di bandiera verso l’inevitabile tracollo.
Così come aveva precedentemente portato sull’orlo della bancarotta la stessa SEA grazie a una avventura sudamericana mai chiarita e comunque ripianata con i soldi pubblici.
Chiediamoci piuttosto, a questo punto, quale beneficio derivi all’economia della zona dal traffico low-cost verso le diverse mete vacanziere: questi voli contribuiscono infatti in modo sostanziale alla saturazione delle piste e aumentano l’inquinamento acustico e dell’aria senza portare alcun introito alle attività economiche della provincia.
Si cedano quindi tutti questi “slot” all’aeroporto di Orio al Serio, mantenendo unicamente i collegamenti utili per le nostre industrie, i nostri commerci, il turismo verso le nostre zone.
In questo modo Malpensa potrà utilmente concentrarsi sul suo ruolo diventando veramente, insieme a Linate, un fattore di sviluppo per le attività economiche di tutto il nord del paese.
Certo, questo non è l’interesse della SEA che, fino a oggi, ha solo mirato a una crescita quantitativa senza nessuna valutazione di tipo qualitativo.
Anche perchè questa scelta spetta in primo luogo alla classe politica regionale che si è dimostrata invece fino a oggi incapace di disegnare una strategia di sviluppo.
Ed è proprio da questa miopia che è derivata una moltiplicazione di costi e un danno ambientale che non sono neppure giustificati da un parallelo beneficio economico per le diverse attività commerciali e industriali della nostra zona.
Un cordiale saluto

Roberto Macchi

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