Malpensa, terza pista nel parco del Ticino? Assurdo!
7 Agosto 2006
Gentile redazione,ho recentemente e con stupore avuto modo di leggere sul ” Corriere della Sera ” della progettata terza pista di Malpensa,la quale nelle intenzioni della Sea dovrebbe essere edificata in un’ area di 330 ettari del Parco del Ticino,in comune di Lonate Pozzolo. Davvero sono rimasto esterrefatto nel constatare che c’è ancora qualcuno che ritiene lecito ” modernizzare ” una regione e l’Italia con opere devastanti,a spese dell’ambiente e della qualità di vita di tutti i cittadini.Come se Porto Marghera,Seveso,e la cementificazione di tante splendide coste italiane,non avessero insegnato nulla a nessuno,e tanto meno alla classe politica lombarda.Come se i mutamenti climatici di cui tutta l’Europa constata gli effetti non fossero una tristissima realtà.Come se devastare il Parco del Ticino,uno dei più importanti parchi italiani,uno dei polmoni verdi d’Europa, costruendoci dentro una pista di un aeroporto,non avesse conseguenze sull’ambiente,e,dato ciò che ormai sappiamo sulle cause dell’effetto serra,non fosse immorale e soprattutto stupido in un ottica che tenga presente le conseguenze a livello mondiale sul clima di opere devastanti per l’ambiente.E’ inutile negare certi vantaggi economici immediati di Malpensa,ed anche certi vantaggi in termini occupazionali.Ma pensare che nell’Italia e nell’Europa del 2000,nell’Italia dell’inquinamento di pericolosità tanto elevata da portare ai vari blocchi della circolazione stradale ( per il nulla che servono ),nel pianeta dell’effetto serra,si possa procedere impunemente a devastare un importante parco naturale come novelli Attila,mi sembra assurdo.E non credo si possa ragionare dividendosi fra ” ecologisti ” e ” modernisti ” di fronte a questi progetti osceni.Piuttosto è il momento di ragionare da lombardi,da cittadini italiani responsabili,ed opporsi con la forza delle idee alle devastazioni ambientali.Dipende da noi,dalle nostre scelte riguardo l’ambiente che ci circonda,e non dai vari protocolli di Kyoto o di quant’altro,la nostra qualità di vita, il clima che avremo quest’anno ed in futuro.E non è più il momento di delegare,è il momento di riflettere,di farsi sentire, e di operare delle scelte sull’ambiente con senno.



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