Il Manifesto compie 50 anni
27 Aprile 2021
Caro Direttore,
domani il quotidiano Il Manifesto sarà in edicola con un numero speciale per festeggiare i cinquant’anni dal primo numero uscito il 28 aprile del 1971, rigorosamente a quel tempo a quattro pagine, con una grafica sobria e diretto da Luigi Pintor, indimenticabile maestro di scrittura.
Il Manifesto nacque in origine nel 1969 come una rivista di carattere teorico, che provocò la radiazione dal Pci del gruppo omonimo. L’incontro con la contestazione operaia e studentesca degli anni ’69-’70 determinò le condizioni per una diffusione di massa di un quotidiano in grado di dare voce alle lotte operaie e al movimento degli studenti, con una critica accesa al capitalismo internazionale e l’apertura alle tematiche dell’ambientalismo, del femminismo e dei diritti civili. Il Manifesto è stato non solo una grande scuola di giornalismo e uno strumento incredibile di formazione per tante generazioni che lo hanno amato e sostenuto, ma testardamente ha saputo anche resistere nelle forme più svariate e attraverso reiterate sottoscrizioni al tremendo calo della carta stampata.
Dopo aver trascorso e superato un periodo di amministrazione controllata, da qualche anno la nuova cooperativa lo ha rilanciato sul piano grafico ed editoriale, grazie ad una versione web di carattere internazionale , nonché arricchendolo il giovedì con l’inserto Extraterreste dedicato alle tematiche ambientali e per un nuovo modello di sviluppo, antitetico a quello estrattivo e distruttivo del capitalismo globalizzato. Infine, per chi vuole mantenere una distanza critica sia dalle illusioni della crescita veicolate dai cantori di un capitalismo da tempo in piena crisi da sovrapproduzione di merci e capitali, sia dalla demagogia populista che contraddistingue Meloni e Salvini,
Il manifesto costituisce un sicuro punto di vista alternativo.
Grazie per l’attenzione e buon lavoro
Gian Marco Martignoni Varese
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Tutti (o quasi…) sappiamo che i quotidiani non sono altro che la grancassa dei partiti politici i quali a turno scelgono chi sovvenzionare e foraggiare attraverso il governo con i soldi dei contribuenti (unico caso nel mondo).La testarda resistenza al tremendo calo della carta stampata menzionata in questa missiva è in realtà solo una romantica supposizione, amministrare una azienda con le sovvenzioni a fondo perso è tutto tranne che “resistenza”