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Marcia su Roma

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21 Novembre 2006

Egregio Direttore,
l’impegno profuso da Forza Italia contro la Legge Finanziaria dello Stato è indubbiamente notevole.
E’ dei giorni scorsi l’annuncio di autobus gratis a Gallarate, a disposizione di chiunque voglia andare a Roma il giorno della manifestazione.
Con ciò si denota, da un lato, la necessità di “sollecitare” i militanti che non sembrano troppo ansiosi di partecipare ma si dimostra anche, dall’altro, la consueta grande disponibilità finanziaria del partito di Silvio Berlusconi che mette sul tappeto circa 5 milioni di euro (dieci miliardi di lire) per trasportare a Roma i manifestanti provenienti da tutti i principali comuni italiani.
Senza contare le chiacchiere da bar in merito a presunti rimborsi spese per coloro che accetteranno di partecipare alla trasferta.
Tutto questo è ovviamente legittimo, anche se può creare qualche dubbio sul reale spirito di qualche dimostrante.
Quello che continua a stupire, però, è la mancanza – fra le parole d’ordine della manifestazione – di qualsiasi proposta alternativa.
Si dice infatti NO all’aumento della tassasazione sui redditi più elevati, NO ai tagli a ministeri, regioni e comuni, NO ai ticket, NO alle misure contro l’evasione fiscale, NO all’aumento della tassa automobilistica per le auto più inquinanti, NO alle liberalizzazioni, NO (addirittura) alla riduzione del cuneo fiscale – e quindi delle tasse – per i lavoratori dipendenti e per le industrie.
A fronte di tutti questi NO a delle misure, senz’altro perfettibili ma che vanno comunque nella direzione di riassestare l’economia italiana, non si riesce a leggere mai delle realistiche proposte alternative da parte dell’opposizione.
Perchè se è vero, come è vero, che mancano i soldi per la sicurezza, per la giustizia, per i trasporti, per i lavori pubblici, per restare in Europa, allora bisognerà pure prendere dei provvedimenti, magari amari ma comunque necessari.
Se non vanno bene le proposte di Padoa Schioppa se ne facciano quindi delle altre, concrete, (se ci sono) e le si pubblicizzi in modo che il cittadino possa capire e decidere da che parte stare.
Una cosa è comunque certa: personaggio come Tremonti, che ci ha portato in questa situazione con la sua finanza creativa dopo esser riuscito a mandar via il saggio ministro Siniscalco, non sono certo i più credibili nella critica a un economista di livello europeo qual è Tommaso Padoa Schioppa.

Antonio Rubino

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