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Michail Gorbaciov, l’ultimo grande del ‘900

Generico 29 Aug 2022
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1 Settembre 2022

Egregio direttore

con la morte di Michail Gorbaciov scompare l’ultimo grande del ‘900, l’uomo che a cui é stato assegnato il premio Nobel per la Pace chiudendo per sempre la guerra fredda, senza fare la guerra, il riformatore che ha tentato di rinnovare le strutture decrepite dell’URSS con la Perestrojka e la Glasnot, senza purtroppo riuscirvi. L’uomo che ha avviato una grande stagione di disarmo nucleare, come nessun altro al mondo, quello che lasciato cadere il muro di Berlino, consentendo la riunificazione della Germania, chiudendo definitivamente le divisioni provocate nella 2° Guerra Mondiale.

Ma in questo suo cammino di rinnovamento e di trasparenza (che significa partecipazione) ha trovato troppi ostacoli che hanno fatto fallire il suo progetto riformatore. In primo luogo i suoi più stretti collaboratori che vedevano nella sua azione la perdita dei loro privilegi consolidati. Altri che si sono approfittati della maggiore libertà per calcoli meschini di potere a cominciare da Boris Elstin e da tutti coloro che con la caduta della Unione Sovietica si sono arricchiti delle beni della Russia.

Ma anche l’occidente (USA e Europa) non ha colto l’opportunità e la credibilità di questo uomo non collaborando alla sua opera di rinnovamento, lasciandolo solo e approfittando della sua buona fede, consentendo la nascita di nuove spinte nazionalistiche e conservatrici che oggi paghiamo tutti con la guerra in Ucraina. Anche la Chiesa ha fatto poco o nulla per questo uomo che aveva lanciato il progetto di fratellanza umana universale: Wojtyla era troppo impegnato a coltivare il suo piccolo orticello in Polonia, da saper vedere la grandezza di questo protagonista della storia. Mai fidarsi poi di attori o comici diventati politici, ruoli che non sono a loro consoni, ieri come oggi, da Reagan a Zelensky passando per Grillo.

E oggi subiamo tutta la miopia occidentale e le nostre ipocrisie: salutiamo un grande della Pace, mentre nel cuore dell’Europa divampa la 3° Guerra Mondiale, una guerra tra la NATO e la Federazione della Russia nel territorio della Ucraina. E così, al posto di costruire una vera Unione Europea, dagli Urali all’Atlantico, abbiamo dato la libertà a Putin di far tornare le lancette della storia all’inizio del novecento. Con il rischio di far naufragare per sempre la stessa Unione Europea da questa crisi dagli esiti imprevedibili.

E come tutti i profeti, da Gesù Cristo in poi, anche Gorbaciov nella sua patria non verrà ricordato come da noi. In troppi in Russia, a cominciare da Putin rimpiangono il ritorno della Unione Sovietica e la Guerra fredda, che oggi é diventata bollente, non comprendendo che viviamo tutti in un mondo globalizzato dove si dovrebbe bandire per sempre la guerra. Sabato a Mosca ci saranno i suoi funerali. Imprigionati dalle nostre sanzioni contro la Russia, nessun leader europeo potrà partecipare a rendere l’estremo saluto. Ma sarà la storia a ricordarcelo per sempre.

Speriamo che decida di partecipare Vladimir Putin e che di fronte a quella bara possa respirare l’animo di questo grande uomo di pace e decida di porre fine alla guerra che lui ha follemente iniziato, per il bene del suo popolo, dell’Ucraina, dell’Europa e del mondo intero.
La scomparsa di Gorbaciov sia poi di monito alla stessa Chiesa Cattolica: chi ritarda le riforme corre poi il rischio che crolli tutto, lasciando morire la Parola di Dio.

Emilio Vanoni – Induno Olona

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