Moschea, alcuni chiarimenti
18 Luglio 2005
Egregio Direttore,
mi permetta solo alcuni chiarimenti a seguito di due lettere che sono state recentemente pubblicate e che contengono delle inesattezze a proposito del centro islamico gallaratese.
Il lettore Roberto R., innanzitutto, parla di “un capannone che è stato adibito a moschea senza neanche la previa autorizzazione del proprietario (ancor oggi contrario)”. Questo non corrisponde al vero: l’amico Olimpio Zingaro (tra l’altro esponente di Forza Italia) ha invece più volte onestamente dichiarato alla stampa cittadina di essere sempre stato al corrente della destinazione d’uso dell’immobile.
E’ poi del tutto comprensibile che, messo sotto accusa, abbia deciso di trasformare quell’immobile in appartamenti, ma la realtà dei fatti resta quella che è sempre stata sotto gli occhi di tutti.
Un consigliere circoscrizionale varesino di AN si rifà invece a un comunicato di un suo esponente regionale che era già stato pubblicamente smentito su VareseNews e che è stato messo in silenzio con una semplice richiesta, quella di indicare chiaramente quali siano le aree o strutture concretamente utilizzabili a Gallarate dalla comunità islamica.
Questo consigliere varesino aggiunge ora la sua parte di disinformazioni affermando che “nei paesi musulmani non esistono chiese cattoliche in quanto vietate”.
A lui non possiamo che consigliare un semplice viaggio in Marocco (paese da cui proviene la stragrande maggioranza degli immigrati musulmani) oppure in Tunisia, o in Algeria, o in Egitto, o in Iraq, etc.
Ha invece perfettamente ragione per quanto riguarda l’Arabia Saudita o l’Iran e i loro regimi teocratici e dittatoriali.
Proprio quei regimi con cui noi non vogliamo essere confusi, contro i quali non invochiamo un diritto di reciprocità che ci metterebbe al loro stesso livello e verso i quali noi rivendichiamo invece i princìpi della nostra civiltà: quella dei diritti e delle libertà sancite dalla nostra Costituzione repubblicana.
Quella che è nata dalla lotta al fascismo e alla sua espressione più ripugnante, il razzismo.
Due degenerazioni che speriamo siano state vinte per sempre anche se – ogni tanto – dobbiamo registrarne qualche maleodorante rigurgito.



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