Moschea, la miopia politica impedisce di cercare soluzioni
12 Luglio 2005
Egregio Direttore,
la decisione dell’Amministrazione Comunale gallaratese di procedere allo sgombero forzato della moschea sta provocando utili riflessioni da parte di tutti i cittadini.
Alcune lettere sono già arrivate alla Vostra redazione ed altre, auspicabilmente, seguiranno nei prossimi giorni.
Se questo dibattito proseguirà con spirito aperto, laico e costruttivo ne guadagneremo tutti e i nostri amministratori avranno ulteriori elementi per provvedimenti meditati e giusti, nell’interesse generale di un collettività che è oggi multietnica e seguace di differenti credenze religiose.
Motivo della chiusura del luogo di culto islamico di Gallarate è la non conformità della sua destinazione d’uso (non sarebbe infatti possibile, secondo questa interpretazione del Piano Regolatore, pregare in un capannone artigianale) e la conseguente mancanza di alcuni requisiti di sicurezza (carenza che deriverebbe però, secondo gli affittuari, dalla negata concessione comunale per i necessari lavori di messa a norma).
Lasciamo perdere, in questa sede, ogni discussione su eventuali analoghe situazioni in chiese o oratori cattolici: l’ordinanza va considerata nell’ottica di un doveroso rispetto, da parte di tutti, delle leggi dello Stato italiano.
A contraddire il rigore dell’Amministrazione Comunale gallaratese ci sono però due fatti che pesano come macigni su questa vicenda e che devono assolutamente essere risolti, pena la credibilità dell’istituzione.
C’è innanzitutto la posizione più volte pubblicamente espressa dal massimo esponente cittadino leghista: “a Gallarate non ci sarà mai posto per una moschea, anche se in regola con i regolamenti edilizi”.
Questa affermazione, contraria a un principio basilare della nostra Costituzione Repubblicana (e di tutto l’occidente democratico), contraddice quanto più volte detto dal Sindaco di Gallarate e non può essere superata con un sorriso di compatimento o comunque passata sotto silenzio.
La Lega fa parte della coalizione che amministra Gallarate ed esiste quindi un evidente problema di coerenza e compatibilità che deve essere risolto.
Delle due l’una, quindi: o l’Amministrazione gallaratese si riconosce – come sembra dai fatti – in questa posizione e allora ciascun cittadino deve trarne il conseguente giudizio politico, oppure le altre forze politiche di maggioranza rifiutano la posizione leghista e allora devono chiaramente prendere le distanze – e non solo a parole – da un partito che si è posto al di fuori del patto costituzionale oltre che da quello amministrativo.
Non esiste una terza via, perchè quella del perdurare in una evidente incoerenza di comportamento è offensiva del buon senso, prima che dell’etica politica.
Il secondo fatto è costituito dal silenzio dell’Amministrazione Comunale di Gallarate di fronte a una richiesta precisa, espressa da molti ed emersa anche in sede di Consiglio Circoscrizionale: quella di indicare chiaramente quali siano le aree o strutture concretamente utilizzabili a Gallarate dalla comunità islamica.
La domanda è semplice e basterebbe una risposta chiara per sgomberare il campo da ogni dubbio ed equivoco.
La comunità islamica potrebbe così andare là dove indicato dall’Amministrazione Comunale, con tutte le spese ovviamente a carico dei fedeli interessati, e tutto sarebbe risolto.
Si è invece sempre preferita la via dell’equivoco proprio perchè non è mai stato risolto il problema di fondo, che è quello della coerenza politica e dei rapporti con la Lega all’interno della maggioranza consiliare.
E così si vorrebbe andare avanti, almeno fino alle prossime elezioni, giocando su temi che sono, in particolar modo oggi, estremamente delicati.
Io penso che la scelta di lasciar incancrenire il problema non sia stata saggia.
Che quella di lasciare spazio a becere affermazioni razziste non sia giustificabile.
Che quella di non indicare una soluzione costruttiva e risolutiva non sia lungimirante.
Al di là di ogni altra e prioritaria considerazione etica e politica, il fatto di attuare discriminazioni, di favorire forme di vittimismo, di acuire un innegabile senso di isolamento e di alimentare sentimenti di rivalsa non è oggi solo stupido, è dannoso per tutti.
Così come lo è il contrapporre integralismo a integralismo o teorizzare un assurdo “criterio di reciprocità” fra il nostro sistema democratico ed altri regimi politici che sono mille anni lontani dalla democrazia.
Noi abbiamo pagato nei secoli, con il sacrifico di molti, la creazione di uno Stato di diritto a garanzia di tutti.
E’ questo che noi dobbiamo sempre ricordare, rivendicare ed attuare concretamente, opponendo la forza della nostra civiltà alla barbarie della dittatura, dell’integralismo, della teocrazia.
Una Amministrazione Comunale accorta, solida politicamente, coesa ideologicamente, deve lavorare per portare a soluzione i problemi.
Non può rifugiarsi in sterili rinvii che danneggiano tutti e che possono solo servire a tentare di tamponare squallide lacerazioni partitiche.
Una soluzione costruttiva per la sede di culto della comunità islamica gallaratese darebbe un indubbio segnale positivo proprio in un momento che vede pericolose tensioni razziali anche nella nostra provincia.
E sarebbe anche, inutile nasconderlo, di evidente aiuto – in molti campi -per le nostre forze dell’ordine.
In un’intervista di qualche giorno fa un nostro grande regista, Ermanno Olmi, diceva: “mi piacerebbe che la politica ritrovasse il gusto del progetto e fosse capace di scrivere una promessa credibile per il futuro”.
Anch’io penso che a questo siano chiamati i nostri amministratori.
Mi sembra invece che noi, a Gallarate, siamo vittime di una pericolosa miopia politica.
Rischiando di finire sui giornali di tutto il mondo perchè facciamo intervenire la polizia per impedire alla gente di pregare.
E ci mancherebbe solo questo questo……



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