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Non c’è più posto per il rispetto

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17 Novembre 2006

Egregio direttore,
le parole del signor Buccinnà, proprietario della ditta Gen.co e responsabile della costruzione delle villette che sostituiranno nel luinese la parte della Linea Cadorna che egli ha provveduto a demolire, ed il silenzio – assenso della politica locale su questo scempio perpetrato alla storia recente del nostro Paese, meritano alcune riflessioni. Anzitutto non condanniamo moralmente il signor Buccinnà che ha stimato di nessuna rilevanza il valore storico di tali fortificazioni militari ed ha provveduto – nel rispetto della legalità e dei piani regolatori, ricordiamolo – a demolirle: egli può essere definito un vero eroe del nostro tempo,un eroe di questa provincia dalla vocazione futurista. Tanti solitari ed incompresi eroi agiscono legalmente nel nostro Paese ogni giorno provvedendo ad eliminare il verde pubblico improduttivo, pompose costruzioni di rilevanza storica ed artistica, tratti superflui di parchi naturali, per far posto a titanici centri commerciali, strade, villette a schiera, e quindi favorire il progresso della società a vantaggio di noi tutti. Il progresso non può essere fermato da considerazioni etiche – saprà già il signor Buccinnà che i giovani soldati della Grande Guerra hanno prestato servizio e combattuto per un ideale e quell’ideale era la nazione in cui anch’egli vive – e nemmeno dalla necessità di preservare l’integrità dell’ambiente – la barbarie forse inizia anche dalla cementificazione indiscriminata dei nostri boschi, forse inizia anche dalle devastanti opere viabilistiche che la nostra regione ha tanta fretta di realizzare come la Malpensa – Boffalora, forse inizia anche dai tanti piani regolatori approssimativi che cancellano i boschi della nostra Italia, forse inizia anche insomma dall’incoscienza civile ” e dalla ” miopia politica e sociale ” di tanti cittadini italiani e dei loro rappresentanti o tutto ciò dobbiamo chiamarlo sviluppo ? I valori condivisi che spingono avanti un industrioso Nord senza passato trovano espressione compiuta in questi fatti, e perciò non trovo giusto esprimere indignazione per l’ignoranza della storia d’Italia del signor Buccinnà, e nemmeno troverei giusto ricercare eventuali colpe delle amministrazioni locali e fermare i lavori di costruzione delle villette al cantiere che ha sostituito parte della linea Cadorna.
La nostra regione probabilmente ha bisogno di persone così, il nostro futuro è nelle loro mani, e se non c’è posto in questo futuro per il rispetto del Creato che anche l’attuale Papa chiede a gran voce di certo non ce ne può essere per la storia d’Italia e la sua cultura.

Carlo Dentali

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