Non ci resta che ridere
27 Gennaio 2007
Egregio Direttore, mi scuso per la premessa, indispensabile.
Sono radicale, laico, libertario e socialista da trent’anni e piu’. Ho contribuito nel 1976 a fondare l’associazione radicale XII maggio di Varese e nel 1990 la lista verde a Varese quando l’Ayatollah Pannella ci disse di andare e moltiplicarci. Ho votato a sinistra, ovviamente.
Tristemente vedo introdotto di nuovo nella legislazione italiana il reato di opinione punibile con qualche mese di patria galera. Negare l’Olocausto è reato. Introduciamo quindi una classifica nei reati di strage. Per il massacro degli Armeni, la negazione dello stesso non è punibile così come le per le “purghe” staliniane e per decine e centinaia di massacri di Stato lontani da noi e dimenticati.
Chiedo di riflettere su questa “novita” del reato di opinione, altro regalo di questo nostro deludente Governo che del resto ho votato.
Ma son convinto che le rivoluzionarie liberalizzazioni a favore della grande distribuzione e con l’apertura dei negozi di parrucchiere il lunedì l’Italia piu’ che cambiare faccia, cambierà capigliatura.
Non ci resta che ridere?



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