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«Non è giusto attaccare Grassi, sta lavorando per noi»

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12 Febbraio 2005

In merito alla “lettera al direttore” apparsa sul Vs giornale il 4/02/05, vorrei precisare quanto segue per fare chiarezza sugli aspetti riportati in modo non corretto.

Sono anch’io un ex dipendente Azzurraair licenziato il 3/01/05 senza stipendio e totalmente disoccupato da oltre 13 mesi, posso capire molto bene quale possa essere lo stato d’animo del collega ma non trovo giusto attaccare in questo modo una persona, Dott.Grassi consulente del lavoro che, insieme al curatore fallimentare, sta facendo un lavoro delicato, complicatissimo, pieno di infiniti intoppi tra tutti anche un sacco di mancanze gravissime da parte della nostra ex azienda commesse negli anni passati.

E’ vero, potevano benissimo licenziarci a luglio se hanno aspettato è stato unicamente per cercare di tutelarci e non lasciare nulla di intentato presso le istituzioni per farci ottenere i famosi “ammortizzatori sociali” , rimandando prima al 30/09/04 per l’approvazione al governo del “decreto salva Alitalia” poi al 1/01/05 per la “modifica alla legge Marzano” creata in seguito alla crisi della compagnia Volare.

Per quanto riguarda il modulo DS22 che deve essere presentato all’INPS entro 68 giorni dal licenziamento, il tempo trascorso è obbligatorio in quanto licenziati il 3/01/05, quindi emessa l’ultima busta paga del mese appena trascorso che non può essere emessa nel mese in corso ma con i primi giorni del successivo per ragioni di contabilità, ricevendola a breve abbiamo quindi oltre un mese di tempo per consegnare DS22 ad INPS e conseguenti buste paga presso tribunale per insinuazione nel fallimento.

Devo inoltre ribadire che per quanto ho avuto modo di constatare di persona, insieme ad altri numerosi ex dipendenti, il Dott.Grassi sta facendo un enorme lavoro che va sicuramente al di fuori di una normale gestione fallimentare, avrebbe avuto sicuramente molti problemi in meno a gestire la situazione applicando la normale procedura e “scaricandoci” come hanno fatto i nostri ex datori di lavoro e chi era nella posizione di poterci salvaguardare.

Iformiamoci bene e diamo a nostra volta informazioni corrette e documentate perché se no, rischiamo di compromettere tutto il lavoro di quelle poche persone che unicamente per loro etica professionale e soprattutto coscienza personale ci stanno dando una mano tentando in primo luogo una nostra degna ricollocazione e poi tutelandoci da un punto di vista fiscale/contributivo. Sicuramente dopo tutto questo tempo qualcuno che ci tratta con dignità che, personalmente dopo tutto quello che ho subito, mi fa sperare in un poco di giustizia anche per noi “lavoratori ingannati e dimenticati” che qualcuno avrebbe sicuramente voluto, se ciò fosse stato fisicamente possibile, cancellarci in modo da non avere nemmeno il minimo fastidio per la realizzazione dei suoi loschi piani.

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