Non mi riconosco nel lato violento di Varese
15 Giugno 2005
Un morto, un linciato. Un ministro (già ministro degli Interni, che vergogna per lui e che vergogna per noi) che chiede punizioni esemplari mentre porta in piazza i blood&honor che hanno alle loro spalle una lunga e nota striscia di violenze e accoltellamenti (sempre difesi dal Sindaco e da molta parte per bene di questa città: basta ricordare l’occupazione della Prealpina e le minacce ai giornalisti) che tentano il linciaggio di un poveraccio!
Dalla tristezza per la morte violenta e assurda di una ragazzo alla tristezza per una città che nei momenti difficili mostra sempre un volto pubblico nel quale non voglio riconoscermi e, credo, siamo in tanti a non
riconoscerci.
A questa parte della città, ai partiti, alle associazioni (sono tante, vivaci, attive e in questi anni hanno dimostrato di saper fare cose importanti), ai sindacati prima di tutto chiedo e propongo un atto di coraggio: facciamo tutti insieme una grande fiaccolata della Varese che vuole la convivenza civile, che vuole la legalità (non quella a senso unico della Bossi-Fini), che non accetta gli incitamenti schifosi del sindaco(“ci vuole un giro di vite”). No. Occorre solo la legalità: chi delinque
paga, albanese, extracomunitario, o varesino: alla stessa maniera, con lo stesso peso e la stessa misura. Sono stanco di sentir dire da noi(solidali, di sinistra, pacifisti): che schifo di città! Basta. A questa città dobbiamo dare anche il nostro volto.



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