» Invia una lettera

Non rifugiamoci nei paradisi fiscali

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

2 Novembre 2006

Il lavoro autonomo e le piccole imprese sono in grave difficoltà e non rendersi conto di questa realtà è un errore che può peggiorare, ulteriormente, la difficilissima condizione economica del nostro Paese poiché demotiva l’impegno e il sacrificio di molti lavoratori che, oltretutto, non godono di molti diritti acquisiti, da decenni, dai lavoratori dipendenti.
Non liberarsi dallo stereotipo che il sinonimo di lavoratore autonomo equivale a evasione fiscale è una condizione culturale che non permette di elaborare serenamente un progetto costruttivo ma ci vincola in un ambito che fa perdere di vista le vere metastasi che minano il sistema economico.
I danni più gravi alla nostra economia sono stati provocati dall’incosciente gestione di poche aziende mediograndi con la complicità di un sistema bancario correlato ad un sistema politico/clienterale più preoccupati a difendere i propri interessi che non quelli dell’Italia.
I buchi neri provocati da quest’insano sistema economico sono stati scaricati, in modo significativo, sulle spalle dei lavoratori autonomi che, con rassegnazione e senso di responsabilità, hanno subito la maggiore pressione fiscale degli ultimi 15 anni senza ottenere alcuna reciprocità.
E’ sufficiente prendere visione dei risultati forniti dagli studi di settore per poter affermare, senza rischio di smentita, che l’80% dei piccoli imprenditori rispettano i parametri dimostrando che, nonostante tutte le opportunità offerte dal Governo precedente, gli imprenditori onesti sono la stragrande maggioranza.
Non si può dire lo stesso per tutte quelle aziende che dichiarano posizioni economiche in sofferenza pur avendo dirigenti che godono di ricchissimi stipendi o proprietari con patrimoni inestimabili; infatti, da parte di queste aziende, ci sono metodiche richieste di supporto che poi gravano su tutti i contribuenti che, oltretutto, sono privati del diritto di poter fruire di questi benefici.
Altre aziende, in palese incapacità gestionale, utilizzano lo spettro della disoccupazione per vincolarci a patti capestro che alla fine creano un ulteriore aggravio sull’economia che va a compensarsi con un successivo aumento dei contributi fiscali.
In ultima analisi è palese che le “false” privatizzazioni portano alla divisione degli utili fra i soci investitori e all’aggravio delle perdite sul pubblico provocando l’inevitabile aumento delle tariffe che, fatalmente, vanno ad incidere sul potere di acquisto dei lavoratori impoverendo tutto il sistema economico con la conseguenza di un blocco dell’investimento nelle varie attività.
Le responsabilità, se si vogliono vedere, esistono e la classe dirigente non deve sfuggire al dovere di colpire coloro che hanno utilizzato il nostro Paese per il solo arricchimento personale impoverendoci tutti; deve dare fiducia e collaborazione a tutti coloro che non sono fuggiti dal Paese in difficoltà rifugiandosi nei “paradisi fiscali” ma si sono impegnati, nonostante tutto, per garantire lavoro e crescita.

Coordinamento Provinciale “Di Pietro Italia dei Valori” di Varese

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.