Non tutti elogi nell’operato del Papa
2 Aprile 2005
Caro Direttore,
So che e’ brutto parlare negativamente di una persona soprattutto quando questa e’ in fin di vita, pero’ dato che leggo e sento solo elogi e voi invitate a condividere e riflettere, vi invito ad ascoltare l’intervista all’ex parroco di Palermo (ex perche’ epurato) Giovanni Averna direttore della rivista cattolica Adiasta che trovate sul sito www.arcoiris.tv, dove spiega come Woityla abbia lavorato per la cancellazione del Concilio Vaticano ll voluto da Papa Giovanni XXlll “il Papa buono”, arrivato per ottenere questo a cacciare dalla Chiesa decine se non centinaia di preti, soprattutto in sud e centro america, che lottavano al fianco dei poveri per il miglioramento delle loro condizioni di vita in nome dell’uguaglianza tra gli uomini.
saluti
Luciano Tornese
______________________________
“La morte di ogni uomo mi diminuisce”: così Karl Marx.
Quindi anche la morte di un uomo di nome Karol Wojtila in qualche modo mi diminuisce.
Né più né meno della morte di qualsiasi altro uomo.
Ma se dovessi ricordarlo come papa, dovrei dire che ha usato le divisioni del Vaticano (così Stalin a Yalta) per combattere e demolire l’Unione Sovietica e gli altri paesi socialisti, fornendo un ottimo servizio all’imperialismo occidentale, che oggi gliene rende merito ricordando di lui
in primo luogo l’opera svolta come combattente anticomunista.
A ciò deve poi aggiungersi l’attività dispiegata contro i movimenti di liberazione e contro la teologia della liberazione in America Latina, riflesso di tali movimenti all’interno del mondo cattolico.
Fondamentale è stato poi l’impulso che egli ha dato al rafforzamento del potere temporale della Chiesa, “nascondendo il capitale finanziario sotto il
suo mantello” (così Bucharin in un opuscolo della Terza Internazionale).
La sua posizione contro la guerra imperialista in Iraq si è risolta sostanzialmente, come tutto ciò che esprime la Chiesa, nell’atto di adornare le catene dello sfruttamento e le armi dell’aggressione con i fiori della
retorica evangelica.
Con lui muore un grande avversario del comunismo e della emancipazione del proletariato, un alleato strategico del capitalismo.
La Chiesa si prepara intanto a scegliere chi dovrà raccoglierne l’eredità, ridefinendo nel contempo il ruolo del Vaticano nella complessa e sempre più esplosiva dinamica interna e internazionale.
Eros Barone



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.