Nord,sud, legalità, illegalità
8 Gennaio 2007
Egregio Direttore,
il presupposto da cui , mi pare, origini la critica esplicitata ultimamente da un lettore è che esista una parte d’ Italia virtuosa e rispettosa della legalità contrapposta ad un’altra sprecona ed assistenzialista, oltre che mafiosa : il nord, o meglio, come qualcuno preferisce, il ” Lombardo-Veneto”, che mantiene il sud (e talvolta anche il centro) e via discorrendo. Argomentazioni notoriamente trite ed obsolete, quasi luoghi comuni.
L’illegalità , purtroppo, è un problema nazionale, che interessa, oltre che quelle regioni con una struttura economica più fragile e presenza malavitosa nelle istituzioni locali , anche quelle economicamente più prospere :gli esempi vanno dalla cd. “tangentopoli” dei primi anni novanta alle recenti frodi all’Unione Europea relativamente alle quote latte in Lombardia, dallo scandalo Parmalat al traffico di rifiuti tossici e non dalla nostra regione verso regioni del sud, e via dicendo. Per non parlare, poi, dell’abusivismo e dei danni ambientali da questo prodotti al territorio nel famoso “nord-est”. E che dire dell’evasione fiscale e del lavoro nero ?
L’illegalità, macroscopica nei sistemi delle regioni del sud e del centrosud di questo paese, è, dunque, presente, benchè in misura meno visibile, anche nel quotidiano di quella che è la parte economicamente più forte di questo paese. e ciò non costituisce certo novità per alcuno. A quanto pare, c’è , però, chi preferisce indulgere a logiche manichee, credendo ancora in un paese diviso in buoni e cattivi, nella speranza che i buoni si salvino presto , magari col “federalismo alla lumbard” , se non con l’immaginaria “indipendenza”.
C’è solo da sperare nel prevalere di una cultura della legalità che vada ben oltre i soliti proclami o le solite manifestazioni di piazza e che risarcisca i cittadini onesti, del nord, del centro o del sud, di tutte le ingiustizie e prevaricazioni quotidiane.
Saluti.
Giorgio.



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