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Ogni partito ha le sue pecore nere

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7 Luglio 2005

Egregio Direttore,
vorrei fare qualche considerazione su quanto accaduto a Ciampi. Certamente il fatto è deplorevole, concordo con quanti stigmatizzano la piazzata di alcuni esponenti della Lega ed è auspicabile che ciò non accada più. D’altra parte certi atteggiamenti estremisti erano già ben noti dalla prima ora e non saranno certo in pochi quelli che ricorderanno certe cadute di stile dello stesso partito nei confronti della DC negli anni ’90, quando imperversava tangentopoli: allora poi certi atteggiamenti erano pure graditi alla sinistra e di lì a poco qualcuno avrebbe definito la Lega “una costola del PCI”…altri tempi !
Tuttavia mi meraviglia come nessuno, fino adesso, ha sottolineato un’altra situazione, certamente ben più grave e soprattutto non nuova, quale la presenza di esponenti di Rifondazione nelle file di quegli imbecilli patentati dei black block, all’opera in questi giorni in Scozia. Questi – come da copione – spaccano tutto, incendiano auto, danneggiano lavoratori di tutte le estrazioni sociali e godono comunque di ben noti appoggi politici in Italia e all’estero. Questo non scandalizza nessuno? E’ mai possibile che da sinistra si continui ad assumere questo atteggiamento manicheo per cui il male degli altri è imperdonabile e quello di casa propria è giustificabile se non addirittura legittimo ? Infine una parola sulle infuocate esternazioni del dott. Emilitri: forse è il caso che rilegga con calma le sue lettere prima di inviarle perchè è un vero mistero il nesso da lui individuato tra euro-Ciampi-Lega e radici cristiane dell’Europa; per chi si fregia di un titolo come quello di “dottore” non dovrebbe essere difficile capire che il richiamo alle suddette radici è di tipo storico e aver negato ciò la dice lunga sull’ignoranza – storica appunto – degli estensori della Carta in merito alla nostra comune storia europea. Nessuno pretende di imporre leggi e comportamenti in nome di Dio, tanto meno di quello Cristiano. Certo i cristiani e lo stesso Papa partecipano attivamente al pubblico dibattito quando sono in gioco valori fondamentali per la dignità dell’ uomo: vi partecipano in quanto cittadini ai quali è lecito, in uno stato veramente laico, espimere il proprio parere, anche ispirato religiosamente. Per il citato dottore saranno pure “baggianate pseudo religose” ma non vorrà mica sostenere che chi ha un referente religioso non ha diritto di parola?

Luca Cattaneo, Gemonio

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