Opere pubbliche inutili: una proposta
26 Dicembre 2006
A proposito di opere pubbliche inutili avanzo una proposta. Si potrebbero bandire gare d’appalto, sull’ammontare di ciascuna opera inutile, al netto dei materiali, in modo da lasciare invariate le entrate occorrenti alle imprese appaltatrici per pagare i dipendenti, gli artigiani, gli oneri politici e territoriali (vedi alla voce mafia), i progettisti, assicurandosi anche il giusto utile d’impresa, per poi realizzare l’opera solo sulla carta risparmiando l’intero costo dei materiali. Con questo sistema si eviterebbe il posizionamento nell’ambiente di complessi edilizi dalle finalità virtuali, che avrebbero invece dimora negli uffici e solo sotto forma cartacea, magari con spettacolari rappresentazioni prospettiche a colori. Inoltre, con l’ausilio di moderni software, capaci di dare l’immagine fotografica di ciò che si progetta, si potrebbero posizionare enormi gigantografie sullo spiazzo previsto per l’ubicazione dell’opera, in luogo dell’opera stessa.
I vantaggi di questo metodo sarebbero molteplici,. L’opera costerebbe circa la metà, il terreno sul quale dovrebbe essere realizzata rimarrebbe libero per una sua ulteriore utilizzazione per altre opere inutili attuate sempre sulla carta, o sotto forma fotografica. Anzi, i Comuni destinerebbero un’area, chiamata ad esempio “zona per opere inutili”, sulla quale ingegneri e architetti potrebbero sbizzarrirsi dando fondo alla loro fantasia progettando opere prive di funzionalità e strutture con materiali inesistenti, ma esteticamente ambiziose come opere d’arte, per poi ammirarle, ragionevolmente ingrandite con dei proiettori.
E che vantaggi! Per l’ambiente – le opere inutili spesso lo deturpano – per la collettività che disporrebbe delle risorse economiche destinate ai materiali da costruzione delle opere inutili per destinarle alle opere utili, per le generazioni future che non avrebbero l’onere della demolizione delle opere inutili con il relativo problema di smaltimento dei materiali di risulta. E poi quanto pietrisco destinato al calcestruzzo che rimarrebbe invece nelle cave, quanto legname per le impalcature, le porte e gli infissi, che verrebbe lasciato nelle foreste sotto forma di piante, quanti operai sottratti al rischio di incidenti sul lavoro, ché gli operai verrebbero pagati lo stesso ma senza bisogno di andare in cantiere perché il cantiere sarebbe solo sulla carta. Insomma ci sarebbero solo vantaggi e non si capisce perché nessun politico ci abbia, fin’ora, pensato.



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