L’ospedale: «Il paziente è dimesso», ma in realtà è in reparto
7 Novembre 2006
Sono all’ accettazione del Pronto Soccorso e chiedo all’ impiegata notizie di un amico ricoverato per tumore.
Dopo uno sguardo al computer vengo informato delle dimissioni avvenute qualche giorno prima.
Con poco garbo mi dice (testuali parole): é a casa , ora sa dove telefonare.
Me ne vado e decido di recarmi a casa della madre di Gianni (si chiamava così).
Dal citofono la signora mi informa sbigottita che aveva appena fatto la notte con il figlio e mi dice esattamente in che stanza e reparto.
Ritorno in ospedale e trovo Gianni, in fin di vita (morirà la stessa notte).
Non mi lamento del tempo perso attraversando la città, cercando posteggio, chiedendo informazioni;
io di tempo, a differenza di Gianni, ne ho ancora.
Ma un mal di pancia al binomio computer-impiegata lo auguro volentieri.
Cordiali saluti



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