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Parliamoci chiaro sul caso dal Bosco…

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5 Gennaio 2005

Galeotto fu il treppiedi o cavalletto che dir si voglia.
Da quell’oggetto, solitamente utilizzato per piazzarvi sopra le macchine fotografiche, rischiano di dipendere le sorti politiche prossime venture della nostra Repubblica (sempre più delle banane).
Il ventottenne muratore Roberto Dal Bosco, da Marmirolo in provincia di Mantova, ne ha scagliato un esemplare addosso a Silvio Berlusconi per celebrare la fine del 2004 e l’inizio del 2005.
Un gesto insulso, una bravata irresponsabile, un atto criminale ?
Le categorie per definirlo sono innumerevoli. In un Paese serio, in uno Stato cosiddetto “di diritto”, le conseguenze sarebbero comunque gravi per l’esecutore, soprattutto dal punto di vista giuridico-penale.
In Italia, al cui interno il concetto della serietà è sempre stato declinato in maniera per così dire originale, i parametri di giudizio trascendono le consuetudini consolidate e si avventurano lungo le strade sconfinate del paradosso, del grottesco, del surreale.
Il giovane mantovano in un primo tempo viene arrestato con le accuse di “lesioni aggravate” (il Cavaliere subisce delle escoriazioni al collo) e successivamente, con una rapidità assolutamente sconosciuta alla macchina giudiziaria statuale, mezza giornata, viene rimesso in libertà.
Il premier, qualche giorno dopo, lo perdona pubblicamente, dopo averne ricevuto una lettera contrita e scritta con una prosa a metà fra lo stile di Alexandre Dumas e Liala, e lo invita pure a Palazzo Chigi per dimostrargli quanto lui voglia bene agli italiani in generale (con la parziale eccezione per i comunisti ottusi e trinariciuti).
Un epilogo degno della (peggiore) commedia all’Italiana per la quale, come è noto, la situazione è sempre grave e rimane comunque poco seria.
Vendicarsi è umano, mentre perdonare è divino.
Siamo d’accordo. Aggiungiamo che in Italia è pure conveniente, politicamente parlando.
Non dimentichiamoci che quest’anno ci saranno le elezioni regionali e il prossimo quelle politiche.
Quel gran furbone del Cavaliere, complice il treppiedi o cavalletto che dir si voglia, pur avendo abbandonato la presidenza del Milan, non ha perso l’abitudine di fare dei gol politici veramente memorabili.
Nel contempo, è giusto aggiungerlo, i suoi avversari – cioè l’armata Brancaleone della sinistra con poche idee e pure confuse – mantiene pervicacemente e masochisticamente (Rosi Bindi docet ! Che sia una sfegatata interista ?) una voglia inestinguibile di farsi del male, una cupio dissolvi fisiologica più che patologica.
Ma questa è comunque un’altra storia. Quella che più interessa fa riferimento alla condizione reale dello Stato di diritto in Italia. Vale a dire di quell’insieme di leggi, regolamenti, diritti, doveri che distinguono un Paese veramente civile e moderno.
Il muratore Roberto Dal Bosco, ma citiamo il soggetto in termini paradigmatici, indipendentemente dal suo vissuto personale, ha fatto la sua bella cazzata e ha conquistato le prime pagine dei giornali, è diventato la “notizia” dei principali telegiornali, diventerà certamente protagonista di chissà quanti salotti televisivi, assumerà – altra certezza – le fattezze del Robin Hood o del Davide (arco, fionda o cavalletto per la società dell’immagine … pari sono) dei tempi moderni made in Italy.
Ammesso e non concesso che il Nostro possa avere dei problemi, ecco che con il lancio sapiente (non c’è scappato nessun morto, che diamine!) del treppiedi o cavalletto che dir si voglia li ha magicamente ed efficacemente risolti.
Apparire senza essere, questa è la regola numero 1. Trasgredire e scegliere accuratamente la “vittima” della trasgressione, la regola numero 2. Partire da una posizione di manifesta inferiorità e, con sapiente scelta dei tempi, pentirsi dopo aver cercato di “scalfire” (ironia delle parole) il/i privilegio/i della suddetta “vittima” è la regola numero 3.
Se poi la stessa è incarnata da un capo di governo che, come si sussurra, fa confezionare delle leggi a proprio uso e consumo, allora … il gioco e proprio fatto!
Cosa c’entra lo Stato di diritto con le tre regole da Repubblica delle banane citate prima ? Niente, assolutamente niente. Proprio questo è il punto. Buon 2005 a tutti.

Luciano Landoni

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