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Pendolari rotti

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6 Ottobre 2006

Ecco, ci risiamo…
dopo i giorni di passione e lo spettacolo di inefficienza offertici dal carrozzone LeNORD all’inizio di settembre (giusto per non infierire non vado più indietro…), puntuali come il pagamento degli abbonamenti da parte dei pendolari, puntuali come l’influenza, puntuali (come i treni LeNORD? Nonnò…) siore e siori, si replica…

Ancora una volta ci tocca assistere (e subire) giorno per giorno, all’ennesimo inasprimento di ritardi, soppressioni, disagi ai quali noi pendolari de LeNORD siamo sempre più sottoposti; l’ultimo della serie (finora…) si è verificato in questo primo scorcio di ottobre.
L’apoteosi è stata raggiunta la mattina del 3 ottobre quando, alla stazione di Novate Milanese, un gruppo di persone ha occupato la sede ferroviaria; esasperate per i ripetuti e ingiustificati ritardi ed anche per non essere riuscite neanche a salire sul treno, giunto già stracolmo in ogni ordine di posti, hanno deciso, con questo gesto estremo, di protestare contro le disumane condizioni nelle quali sono costretti a viaggiare per recarsi nei loro posti lavorativi o di studio.

“Reazione eccessiva e sproporzionata rispetto all’entità del disservizio”, secondo i vertici de LeNORD.
Chissà, può anche darsi… ma perfino questi signori, pur non avendoci ancora dimostrato che sanno gestire un’azienda e i suoi clienti (che, fino a prova contraria, siamo noi!) sapranno che basta una goccia per fare traboccare un vaso, soprattutto quando questo è, da troppo tempo, già colmo.

E la goccia della protesta, appesantita dall’insofferenza, alla fine è caduta nel vaso dell’infinita pazienza dei pendolari (ormai stracolmo), facendolo straripare…

Reazione eccessiva, certo, che (primo rammarico) ha causato ulteriori problemi alla circolazione (già precaria) di quello ed altri treni, paralizzando la linea fino a metà mattina, nonchè a centinaia di altre persone che hanno subito gravi disagi facilmente immaginabili (siete mai rimasti coinvolti nel guasto di un treno sulla medesima linea?). Tutto questo bloccando il solo binario dei locali per Milano, mentre gli altri tre pare che fossero ancora percorribili…

Reazione eccessiva, che io, personalmente, penso che non avrei avuto, ma che posso comprendere e, magari, anche accettare negli altri. Per mia natura non mi è mai piaciuto imporre le mie idee e le mie scelte ad altri, e inoltre cerco sempre di evitare che le mie azioni possano nuocere, direttamente o meno, ad altri. Per questo motivo gradisco (ma non pretendo) che gli altri si comportino con la stessa correttezza, ferme restando le ragioni della loro protesta.

Quello, però, che è certo (e che mi ha spinto a scrivere) è che LeNORD, nella figura del Direttore Generale del gruppo FNM, l’Illustrissimo Marco Piuri (che d’ora in avanti, solo per brevità – non me ne voglia – chiamerò l’IMP…) si sono affrettate ad emettere un comunicato stampa in cui, tra le altre cose, si ipotizza il reato di “interruzione di pubblico servizio”.
“Dimenticando” che questo reato viene perpetrato ai nostri danni da molto tempo, tutte le volte che un treno, vecchio e malandato, non riesce a completare (e in alcuni casi, neanche ad iniziare) una corsa… oppure ce la fa, ma in tempi indegni per un mezzo di trasporto di un paese civile…
“Dimenticando” che la stessa solerzia con la quale l’IMP avvisa i media per scaricare sui pendolari colpe di cui non sono diretti responsabili, sarebbe gradita anche quando si lasciano centinaia, migliaia di persone abbandonate a se stesse nelle stazioni, sui treni, senza notizie, senza informazioni, senza sapere se e quando partiranno o arriveranno, e senza, soprattutto, alcuna giustificazione o scusa (se non in seguito a reclami).
La medesima sollecitudine nell’emettere intimidazioni la gradiremmo anche quando ci rechiamo al Customer Care per avere delucidazioni e lo lasciamo invece più confusi di prima (nessuno sa mai nulla di certo, da fonti diverse LeNORD otteniamo spesso informazioni fra loro discordanti), e imbestialiti per la “scarsa comunicativa” (o dovrei dire educazione) di qualche addetto alla “cura della clientela”.

Purtroppo questa protesta (secondo rammarico) impedirà che i ritardi di tutti i treni coinvolti (direttamente o indirettamente) nel disastro vengano computati nel calcolo dell’indice di affidabilità e per l’assegnazione di un eventuale bonus. Un contentino e nulla più, intendiamoci… ma pur sempre meglio di una denuncia…
Oltre tutto, in questi giorni (sempre e solo per non andare più indietro nel tempo) abbiamo dovuto sopportare, su alcuni treni (solitamente diretti), anche l’onere di fermate non previste dall’orario (non me ne vogliano i pendolari della Saronno-Milano). Questo comporta, per quei treni, la dicitura “prescrizione fermate”, che è una delle cause che non concorrono al calcolo del bonus… Quindi, amici pendolari, quando il vostro treno è in ritardo e in più fa (casualmente?) fermate non previste, e vi chiedete “ma perché?”, ecco la risposta più probabile…

Interessante, vero? Subiamo così un disagio maggiore e non risarcibile, proprio per evitare che veniamo risarciti di quello minore… Ora forse avrete un’idea un po’ più chiara sul perchè la linea Laveno-Milano, la più lunga, frequentata, trafficata delle linee LeNORD, nonostante gli evidenti disservizi non abbia MAI avuto diritto al bonus…

Questo ed altri raffinati cavilli vengono usati da LeNORD e dall’IMP. Per chi fosse interessato ad approfondire tale argomento, suggerisco una “stimolante” lettura dell’ultima Carta dei Servizi e della Mobilità e dei suoi vari allegati; se poi, al termine della lettura, vi chiederete (come ho fatto io) quanto viene effettivamente rispettato… beh, potete sempre riciclarla per le vostre, diciamo così, “sedute di gabinetto”… ne trarrete sicuramente più giovamento…
Oppure se, invece, volete davvero saperne di più (e sapere come stanno veramente le cose dalla voce dei protagonisti), potrete visitare il sito di pendolari del PolloNord (http://www.ilpollonord.it ).

Come dare altra risonanza a questa situazione? Da troppo tempo, ormai, i vari organi di stampa o televisione si interessano del problema solo se “fa notizia”, come in questi giorni, oppure per pubblicare i comunicati stampa LeNORD, mentre raramente sentiamo anche la campana di noi pendolari (questa è una delle rare eccezioni). Mi sembra che sia ormai giunto il momento di fare giustizia anche senza per forza fare anche notizia…
Basta quindi con i proclami dell’IMP, che, in ogni sua dichiarazione pubblica, continua a propinarci la solita minestra riscaldata a base di notizie sul fantomatico completamento del quadruplicamento, sull’arrivo di nuovi treni (in ritardo, nda), come se fossero la soluzione (e non è così) di tutti i problemi LeNORD (e nostri…).
Basta anche con le dichiarazioni “improntate alla massima trasparenza”, che mi ricordano più che altro la definizione “informatica” (“trasparente all’utente” significa “di cui l’utente non deve accorgersi”…). Vogliono essere veramente trasparenti? Allora, ma solo per iniziare, insieme al risultato del calcolo dell’indice di affidabilità, pubblichino anche i dettagli dei singoli treni, così che si possano fare tutti i riscontri del caso. Questa si, che sarebbe trasparenza…

Parole, sempre e solo parole. Ma quando alle parole seguiranno, finalmente, i fatti? Nel frattempo LeNORD non si stupiscano o si indignino se ci saranno altri pendolari, molto meno calmi del sottoscritto, che passeranno loro, dalle parole alle azioni concrete…
E’ troppo comodo dire che la situazione resterà così almeno fino al 2008 (e nel frattempo?), che ci vuole tempo e pazienza, che è inutile continuare a lamentarsi sempre per le stesse cose (e allora? Già adesso sono insopportabili e non fanno che peggiorare…), che viene fatto tutto il possibile per diminuire i disagi per i pendolari…
TUTTO il possibile? Davvero?
Suggerisco allora di cominciare a pensare di fare l’IMPossibile, in quanto quello che viene fatto adesso è, come i ritardi “alla Piuri”, statisticamente irrilevante. Nei miracoli, al momento, non ci credo proprio…

Un pendolare che, per ora, ha mantenuto la calma

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