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Perchè non fare un grande evento sulla sicurezza stradale?

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12 Dicembre 2006

Egregio direttore,

Domenica pomeriggio. Ho cento cose da fare ma c’e’ il sole e non fa tanto freddo.
Cosi’ mi vesto ben benino, giubbotto, guanti, casco e tiro fuori la moto.
Giretto tranquillo: Varese, Valganna, Grantola, Luino, Laveno, Varese, casa.
Mentre faccio la Valganna saluto qualche altro che come me non ha resistito ad un giretto in moto.
Naturalmente non stacco mai le mani dal manubrio visto che, se lo facessi per salutare un motociclista della polizia stradale, lui mi potrebbe confiscare la moto…
Intanto vengo sverniciato da quattro pazzi che viaggiano un po’ piu’ veloci di me (non che ci voglia molto).
Certo andare in moto e’ un piacere ma puo’ essere pericoloso. In Valganna qualche mazzo di fiori e’ li a ricordarlo.
Giro giu’ verso Grantola e mi trovo davanti un autobus. C’e’ poco da fare, rallento e aspetto che faccia la prima fermata, di superarlo sui tornanti non se ne parla.
Lo passo a Grantola e svolto per Luino. Mentre vado verso Luino vedo nello specchietto un’altra moto che mi si avvicina, una SV grigia, mi tiro da parte e lui, mentre mi passa, mi ringrazia.
Subito dopo centro un tombino. Alla rotonda invece che entrare in Luino giro a sinistra verso Laveno. Ci sono dei punti sul lungolago in cui si puo’ viaggiare un po’ sportivi.
Oddio, non sara’ mica un’autovelox quello? No, per fortuna no. Comunque rallento, anche perche’ la strada si stringe e c’e’ un po’ di traffico.
Sto un po’ distante dall’auto davanti cosi’ da poter frenare per tempo. Dietro di me un cortese signore con un’auto nera mi si appiccica al fanalino di coda. Vorrei liberarmene ma non posso.
Laveno. Mi fermo al parcheggio del traghetto e sento i commenti di due motociclisti che stanno ammirando una Shadow customizzata.
Compero le caramelle alla bancarella e vedo avvicinarsi il traghetto. La tentazione di attraversare il lago e salire al Mottarone e’ forte ma sono gia’ le quattro e ho cento cose da fare.
Cosi’ torno a salire in moto e mi dirigo verso Gavirate. Supero Gavirate e, ormai all’altezza della Schiranna, metto la freccia e vado a fare un giretto in centro a Varese.
A Varese non ci sarebbe nessuno se non fosse per i 400 metri di coda causati dal parcheggio delle Corti. Lascio perdere il giro per il centro entro in autostrada e torno a casa.
Mi sono tolto il mio capriccio ma, nel frattempo, il pensiero va ai tanti, troppi, che quest’anno sono morti in moto. Possibile che non si possa fare niente?
Si potrebbe organizzare una evento, all’aperto, in presenza di una striscia di asfalto chiusa al traffico dove affrontare il tema della sicurezza in moto e sulle strade.
Durante questo evento la Polizia Stradale potrebbe spiegare quali sono i comportamenti a rischio, effettuando dimostrazioni pratiche di quanto viene spiegato. Sono sicuro che le forze dell’ordine sarebbero felici, una volta tanto, di fare prevenzione piuttosto che repressione.
La Croce Rossa potrebbe fare corsi di primo soccorso per spiegare quali sono i comportamenti opportuni e quali da evitare in caso di incidente. Anche in questo caso con dimostrazioni pratiche.
Qualche bravo concessionario potrebbe mettere a disposizione qualche vecchia moto per dar modo a quanti non ci sono mai saliti di provare ad andarci nelle massime condizioni di sicurezza.
I motoclub potrebbero presentare le loro attivita’ e i motociclisti piu’ scafati spiegare quelle mille astuzie utili per andare in moto con sicurezza.
I comuni e la provincia avrebbero l’occasione di incontrarsi per esaminare lo stato delle infrastrutture (non solo i tombini) le statistiche degli incidenti e rendicontare sugli interventi effettuati.
Per i ragazzini che hanno appena preso il permesso di guida per il motorino sarebbe l’occasione per rendersi conto della responsabilita’ che cio’ comporta.
Tutti gli utenti della strada potrebbero partecipare alle attivita’ proposte e segnalare nel contempo le situazioni di pericolo presenti sulle strade della zona.
Naturalmente l’evento sarebbe aperto a tutti gli utenti della strada, dal pedone al camionista, perche’ la sicurezza ci riguarda tutti!
Sarebbe aperto anche e soprattutto a quella minoranza di imbecilli che hanno scambiato le strade per delle piste o che lasciano che il loro veicolo li porti a destinazione, magari tra una telefonata e l’altra.
Un evento simile sarebbe interesse di tutti e sarebbe un buon modo di spendere i soldi raccolti con le multe.
Ma questa idea in Italia sembra un’utopia. Non lo e’ in Svizzera dove la Polizia Stradale organizza regolarmente eventi simili a quello che ho descritto.

Rabuffetti Alberto

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