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Perchè non un albergo al posto dell’ex consorzio agrario di via Magenta?

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24 Ottobre 2006

Caro M.G., chiedo la cortesia di poter replicare al suo commento apparso in calce alla mia letterina. Ho banalizzato, e sbagliato, parlando di CCIAA come “associazione privata”, in quanto – nelle
intenzioni – volevo contrapporre Amministrazione Comunale (il Pubblico) e la Camera di Commercio (il privato) solo ed
esclusivamente per le vicende che attengono alla pratica edilizia; riconosco che, come più giustamente Lei dice, le CCIAA altro non sono se “enti autonomi di diritto pubblico”, me ne scuso.
Non era invece mia intenzione “banalizzare” su argomenti seri come quelli legati a tutto quanto possa costituire sviluppo per la nostra città. Volevo solamente rimarcare, con il mio consueto modo di scrivere un pò irriverente e canzonatorio, tre questioni che mi hanno colpito nell’infinita vicenda della Ville Ponti: 1) CCIAA non molla
neppure di fronte all’evidenza di un vincolo; 2) che quello di Ambrosetti, piaccia o non piaccia, mi è sembrato tanto un messaggino subliminale; 3) dove sono finiti i verdi, gli ecologisti, gli oppositori, gli intellettuali organici e quelli non organici, eccetera, che mi pare non abbiano preso precisa e ferma posizione contro il progetto del Parco Ponti.
Ecco in sintesi le mie spiegazioni e se ne vogliamo discutere più approfonditamente e con maggiori spazi, mi consideri a sua disposizione.
Grazie signor M.G.
Giulio Moroni

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Egregio Direttore,
ritengo veramente assurda la “querelle” sulla vicenda del fantomatico albergo di Biumo, cui assistiamo tristemente da un pò (troppo) tempo.
E’ assurdo, per qualsiasi persona dotata di un minimo buon senso, ritenere che la castellanza di Biumo possa subire, quale ennesima violenza, quella di vedere realizzata una struttura dall’impatto territoriale, ambientale e viabilistico veramente importanti.
Chi ritiene Biumo idonea alla localizzazione di un moderno albergo, o non conosce e non ha mai percorso le strade della zona, oppure intende, per propri fini del tutto diversi dal bene della città e della collettività, negare l’evidenza dei fatti.
Comunque, se la potente C.C.I.A.A. di Varese insiste nel ritenere che Varese abbia bisogno di una nuova struttura ricettiva, mi permetto di porgere un’alternativa (provocazione?)…. e cioè quella di realizzare tale futuro albergo nell’area dell’ex-Consorzio Agrario Provinciale di Via Magenta.
Tale area, oltre ad essere dimensionalmente più che adeguata, è facilmente raggiungibile sia dall’autostrada che dalle stazioni, e, come valore aggiunto, ha il vantaggio di essere molto più vicina al centro cittadino (quindi al cuore politico/direzionale/economico di Varese) di quanto non sia la castellanza di Biumo.
Mi risulta inoltre che, essendo il Consorzio Agrario in stato di liquidazione, tale area rientri tra i cespiti di cui è prevista l’alienazione.
Molto probabilmente potrebbe non essere difficile realizzare una cordata imprenditoriale per la realizzazione di un siffatto progetto, lasciando così che uno dei polmoni verdi della nostra Città Giardino, quello appunto di Biumo, possa continuare ad essere intonso.
What about?
Cordiali saluti.
Ing. Bruno Paolillo

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