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Pietà per i feti abortiti

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5 Febbraio 2007

Egr. Direttore,
ho letto con molta amarezza le considerazioni della vostra redattrice in merito alla non opportunità di seppelire i feti abortiti volontariamente. E nello stesso tempo si dichiara favorevole alla tumulazione di quelli abortiti spontaneamente. Ma come, la dignità di questi esseri umani, in tutto e per tutto come noi anche se solo ai primi mesi di vita, dipenderebbe dalle cause che li hanno strappati alla vita? L’uomo, in questo caso il bimbo non nato, è allora degno di sepoltura se deceduto per cause naturali, mentre è declassato a rifiuto speciale se la morte è sopraggiunta per volontà della madre o dei genitori? Capisco che per chi ha messo al mondo questo esserino può essere un ulteriore dramma quello di prendere atto della successiva sepoltura, ma arrivare a negare a queste vite negate l’estremo gesto di pietà verso le loro spoglie mortali è davvero troppo! È pura mistificazione della realtà quella di non voler prendere atto di ciò che si causa con l’aborto. Insegno religione in un liceo cittadino ed è davvero opprimente prendere atto ogni anno che sempre più giovani sono tranquillamente convinti che con l’aborto si elimina solo un “grumo di cellule”. Credenti compresi. Ben vengano anche queste iniziative per risvegliare le nostre coscienze davanti alla più discutibile delle nostre leggi!

Luca Cattaneo, Gemonio-VA

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Risponde Roberta Bertolini

Egregio signor Cattaneo,
quanto mi dispiace dover spiegare di nuovo il mio pensiero. Forse non mi sono espressa come avrei dovuto, ma ci tengo a cancellare ogni equivoco: nella mia risposta al lettore che dava alcune informazioni su ciò che già oggi avviene a Busto Arsizio, io ho soltanto detto che spesso parlava di “genitori” che seppellendo il loro bambino trovavano sollievo a un dolore incancellabile.
Ho cercato invece di riportare il lettore su un aspetto del provvedimento che trovo discutibile: quello che riguarda le donne che abortiscono volontariamente, le quali hanno fatto una scelta che la legge tutela (lei insegna religione e la trova discutibile… È un’opinione che non si può imporre a chi, laicamente, fa scelte diverse).
Sarebbe terribile però che io, che non sono nessuno, mi arrogassi il diritto di decretare quali sono i bambini di serie A e quelli di serie B.
Ho sollevato solo un problema: ed è quella di una questione importante, affrontata frettolosamente e, come ha poi confermato il consigliere Agostinelli, in maniera distratta. Vogliamo dare una piccola tomba ad ogni bimbo non nato (per scelta o per sventura…)? Più che giusto, ma si stabiliscano bene responsabilità e doveri. Per non ricadere nel solito vizio un po’italiano: regolamenti fatti che nessuno sa come applicare, che lasciano spazio a palleggiamenti di responsabilità. Come dice giustamente lei qui in ballo ci sono questioni vere, di coscienza. E bambini che meritano rispetto oltre che pietà.
“Usare” la sepolutara per risvegliare queste coscienze, secondo lei e molti cattolici, sopite? No, a questo punto, lo ammetto, mi dissocio e lascio andare avanti voi. Chi è d’accordo, ne sono certa, vi seguirà.
Cordiali saluti

Roberta Bertolini

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