Polenta e latte
3 Novembre 2006
Caro Direttore,
il problema del traffico automobilistico che gravita su Milano è sempre stato un problema, scusi il bisticcio di parole, ma in particolare da quando la Signora Brichetto in Moratti, dopo esser stata eletta sindaco del capoluogo lombardio, ha ingranato la quarta per scimiottare Londra e far pagare il ticket di ingresso all’intermo della prima cerchia di circonvalazione interna. Le debbo confessare che, in linea di principio, condivido abbastanza la teoria di questa prossima applicazione di questa ennesima gabella; io stesso, quando mi devo recare a Milano, lascio l’auto al parcheggio del Lampugnano o a Molino Dorino, e poi mi sposto con la metro o con il taxi; ma le volte che io vado a Milano in un anno si possono contare sulle dita di una mano, massimo due mani. Ma chi ci va per lavoro? O sottosta alla nuova gabella e sacrifica una bella fetta dello stipendio o si adatta alla nuova gabella e paga!, che alla fine sono la stessa cosa. Tutto questo mi ricorda i miei anni di gioventù, nel primo dopoguerra, quando alla sera, tutte le sere, si mangiava polenta e latte, ma ogni tanto avevamo la possibilità di scegliere e allora si mangiava latte e polenta.
Già adesso, con i movimenti attuali, i parcheggi, i grandi parcheggi in prossimità della metro sono molto spesso saturi e strapieni di auto. Ma chi deve entrare a Milano per lavoro, o per altro, quale altra possibilità ha di parcheggiare l’auto e di entrare in Milano con i mezzi pubblici e non intasare le strade interne? Nessuna! Grandi aree di parcheggio in prossimità della metro non ce ne sono o, perlomeno, non ce ne sono in modo soddisfacente e sufficente per soddisfare la prevedibile domanda dll’utenza. Quindi i lavoratori, e comunque tutti coloro che non possono permettersi il salasso in programma da parte della Brichetto & Co., dove lasceranno l’auto: in giro per le strade di Milano e quindi, a riscchio multe. Certo soluzioni alternative e logiche ci sarebbero, se i treni funzionassero. Se tutti coloro che usano l’auto per entrare in Milano, avessero la possibiità di raggiungere il capoluogo lombardo in treno, risolverebbero due problemi. Per prima cosa diminuirebbero drasticamente l’intasamento del traffico sulle autostrade, seconda cosa viaggerebbero più tranquilli, rilassiati e sicuri, con gran beneficio della salute loro e di tutti.
Dimenticavo una cosa, parlavo di treno. Dimenticavo la qualità del servizio ferroviario lombardo. Ed allora è lecito porsi la domanda: ma il provvedimento che sta per emanare la signora Brichetto come si può chiamare: ticket o frode.



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