Ponti, non muri, caro Zappoli
25 Maggio 2005
Egregio direttore,
penso sia mio diritto rispondere al Consigliere Zappoli, che ha attaccato Azione Giovani per aver proposto di intitolare una via a Sergio Ramelli.
Caro Zappoli, qui nessuno vuole rivendicare il controllo di alcun territorio. Il tempo passa, si invecchia e si dovrebbe maturare, e invece ogni volta ci si ritrova a doversi confrontare con dei personaggi chiusi e non disponibili al dialogo: direi quasi resi rigidi dall’odio politico.
Caro Zappoli, si rilassi… non siamo più, fortunatamente, negli anni 70, e la mia generazione, forse a differenza della Sua, vuole voltare pagina. Ma per farlo bisogna saper ammettere gli errori commessi dalla propria parte politica.
Io in quegli anni non c’ero, ma penso sia giusto rendere omaggio ad un ragazzo, come Sergio Ramelli, che è stato ucciso solo perchè la pensava diversamente dalla massa. Sergio Ramelli è il simbolo di quegli anni, e rappresenta TUTTI coloro che sono caduti per difendere le proprie idee. Tutti.
Mi fa piacere che Lei provi pietà per tutte le vittime. Mi dispiace, e mi addolora, invece, sentirLe dire che non ha “analogo rispetto per le idee, tantomeno per le idee professate dal ragazzo Ramelli”.
Vede, caro Zappoli, io invece sono diverso da Lei: non condivido le Sue idee, ma le rispetto profondamente.
Dica la verità: Lei prova odio nei confronti di chi non la pensa come “Angelo Zappoli”.
In questo momento sono amareggiato, perchè pensavo che nel 2005 ci si potesse confrontare da uomo a uomo anche con gente come Lei: invece duole constatare che, da parte di una certa sinistra, si persevera nell’erezione di “muri”… Proprio come quello che ha diviso un Paese e un continente intero per decenni.
Beh, caro Zappoli, coi muri non si va da nessuna parte. Ce lo sta dimostrando il “buon” Sharon…
Ponti, non muri, diceva Giovanni Paolo II.
Per dimostrarLe che non ci interessa conquistare a suon di intitolazioni vie e piazze, Le tendo ancora una volta la mano, nella speranza che, finalmente, sappia mettere da parte l’odio nei nostri confronti e voglia confrontarsi con noi in modo serio, evitando gli atteggiamenti da “ragazzino permaloso” che – senza offesa – l’hanno contraddistinta finora: propongo di intitolare, come è stato fatto a Firenze e a Modena, due vie o due giardini (vicini, ma distinti) a Sergio Ramelli e ad Alberto Brasili, uccisi entrambi nel 1975 da militanti, rispettivamente, di estrema sinistra ed estrema destra.
Penso sia una buona occasione per iniziare a lavorare per questa benedetta “pacificazione nazionale”, che a noi di Azione Giovani sta molto a cuore.
Ora ci interessa comprendere quanto essa stia a cuore a Lei e a coloro che Lei rappresenta in Consiglio Comunale.
Penso che il nostro sia un gesto coraggioso e sincero. Abbia coraggio anche Lei, e dimostri ai Varesini che anche la sinistra è capace di dialogare. Ci dispiacerebbe constatare che un gruppo di “ragazzini” come noi si è dimostrato più maturo di un uomo d’esperienza come Lei.
Sinceri saluti.
Stefano Clerici
Presidente Provinciale AZIONE GIOVANI Varese



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