Pratone di Velate: e se lanciassimo una sottoscrizione?
17 Maggio 2005
Penso che la fama del cosiddetto “pratone” di Velate vada ben oltre i confini del borgo.
Forse è la paradossale carenza di spazi verdi aperti (sono quasi tutti ben custiditi all’interno dei muri di cinta delle villone) in un territorio dove il verde certamente non scarseggia, a giustificare la sua tradizionale invasione nelle giornate di festa.
Invasione anche perché il pratone è un terreno privato. Accessibile senza scavalcare, senza abitazioni al suo interno, poco curato come campo da fieno, ma pur sempre terreno privato. Anch’io ne approfitto per far correre il mio cane. Con il rispetto dovuto, sia alla tolleranza del proprietario sia alla mia coscienza ambientalista. Quel
rispetto che, purtroppo, la maggior parte dei frequentatori, soprattutto della domenica, sembra vantarsi di non conoscere.
Con la bella stagione, al pratone arrivano le cavallette, con i rifiuti, le bottiglie, i mozziconi.
E le auto e i motorini con cui i rifiuti sono stati portati. Un viavai polveroso lungo una stretta strada sterrata, il cui fondo cieco si trasforma in un parcheggio-discarica, proprio sulla linea di confine del Parco Regionale Campo dei Fiori. Perché si sa che alle cavallette camminare non piace troppo. Eppure non sarebbe difficile, per la salute di tutti, provare a fargli scoprire il gusto di passeggiare per qualche
centinaio di metri prima di stravaccarsi sull’erba.
Lo si potrebbe fare con un cartello di avviso e divieto di transito all’imbocco del tratto sterrato di via Piatti, e una sbarra con lucchetto appena dopo il bivio per l’ultima abitazione.
Dove parcheggerebbero? Ecco finalmente un altro stimolo per risolvere in modo intelligente il problema delle auto in sosta a Velate, in ogni caso da affrontare al più presto da parte dell’amministrazione comunale. Ciliegina sulla torta, l’Ente Parco acquista il pratone , lo dota di panchine e cestini per i rifiuti, e ne fa un luogo di
manifestazioni e iniziative. Verrebbe la voglia di lanciare una sottoscrizione…ma adesso non esageriamo. Cominciamo col sognare la sbarra.
————————————
Paolo ha lanciato una pietra, una sfida che lo impaurisce, ma ha fatto una proposta interessante… proviamo a rispondere?
la redazione



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.