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Proteggere la Quassa, come?

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10 Novembre 2005

Leggo con piacere che le amministrazioni comunali di Ispra e Ranco si stanno muovendo al fine di proteggere e
valorizzare il “golfo” della Quassa. Iniziativa lodevole, un gesto concreto per un’area che conosco molto bene, poiché risiedo poco
lontano da lì. Una decina di anni fa, mi ero interessato alla vicenda in qualità di cronista locale e, allora come oggi, la stessa Quassa e le aree limitrofe suscitavano l’interesse anche di alcuni speculatori.
Per una maggiore chiarezza e informare i lettori con più precisione, vi chiederei, se possibile, un maggiore approfondimento dell’argomento, magari andando a verificare sul posto (naturalmente sono disponibile a darvi una mano).
Il golfo della Quassa diventerà un’area protetta?
Bene. Ma è possibile avere qualche dettaglio sui “confini” di questa zona? Tutelare l’area del golfo e delle fornaci, già pesantemente colpita da scempi edilizi, non significa dare “carta bianca” agli speculatori per lo sfruttamento delle zone limitrofe? Ci sono garanzie in merito? I prati e i boschi che, dalla strada provinciale che collega Ispra e Angera, si estendono verso il lago e il golfo sono un piccolo paradiso naturale, che offre scorci panoramici di grande fascino. In queste zone, le amministrazioni del passato avevano progettato addirittura un centro commerciale e un complesso residenziale: esiste ancora questo rischio o possiamo stare tranquilli? La seconda questione aperta, riguarda gli scempi edilizi compiuti in passato e che, naturalmente ancora oggi e probabilmente per sempre, segnano pesantemente quel territorio: dagli anni Sessanta, sia nella zona della Quassa, sia alle Fornaci, sono spuntate come funghi ville e complessi residenziali che non solo hanno deturpato il paesaggio (per fortuna non
in tutti i casi), ma spesso si sono impadroniti di lunghi tratti di riva lacuale. La nuova iniziativa delle amministrazioni comunali, andrà a riparare anche i danni commessi in passato oppure no?
A pochi metri dal Sasso Cavallazzo, il proprietario della villa che sorge praticamente sulla spiaggia vide bene di “proteggersi” dal lago erigendo un vero e proprio muro/barriera fatto di massi che di erratico non hanno proprio nulla. Una bella “finta” scogliera tirata su con il
benestare evidentemente di amministrazioni compiacenti: è mai possibile che la legge autorizzi queste cose? Le piene successive hanno in parte danneggiato quella “grande opera” che ha finito per deturpare ulteriormente l’area del Sasso Cavallazzo: si prevede di risanare anche quella zona? Se sì, con quali soldi?
E la collina di San Quirico, che sorge a poche centinaia di metri dalla Quassa? Sarà finalmente tutelata o continuerà a essere il paradiso di nuove villette per milanesi? Confido nella vostra professionalità per fare chiarezza in modo da
evitare sorprese: gli amministratori locali del passato hanno commesso gravi errori. Ora bisogna “aiutare” quelle attuali a non commetterne altri.

Grazie

Lorenzo Franzetti

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