Qualità della vita, la classifica del Sole 24 Ore non stupisce
25 Novembre 2005
Non sorprende la classifica del Sole Ventiquattr’ore sulla qualità della vita nei capoluoghi italiani riguardo alla posizione della nostra città.
Ben conoscendo i problemi indotti e correlati all’eccessivo numero di autoveicoli circolanti in Varese, ci saremmo aspettati un dato ben peggiore. Nel corso degli ultimi anni si è fatto troppo poco all’interno dell’amministrazione pubblica per ridurre la cementificazione, aprire al
pubblico le aree verdi private (il cui mantenimento e valorizzazione va aiutato dalla parte pubblica) e per ordinare il traffico auto veicolare e degli automezzi per il trasporto di merci (tra i più inquinanti).
Da noi ha dominato incontrastato un intollerabile “lasciamo fare” che ha fatto proliferare piccole e grandi malattie riconosciute e censite dai centri epidemiologici.
Per risalire la china bisogna mutare le modalità con cui si affrontano questi problemi, ponendo regole feerree guardando quello che hanno fatto altre città in Italia ed Europa.
Da noi questo non si è fatto e si è addirittura smontato un credibile e innovativo sistema progettuale di servizio di trasporto pubblico su gomma, ferro e parcheggi che ha avuto fortuna invece in altre realtà come Mantova o Bergamo o la Spezia (al vertice della classifica che commentiamo) dove il Centro studi traffico di Milano ( l’inventore del trambus) ha potuto lavorare con tranquillità, con appoggio della politica e dei tecnici.
Morale a Varese l’inquinamento atmosferico ed anche quello acustico sono saliti alle stelle e ancora molto poco sa sul nuovo Piano urbano del traffico.
I comuni limitrofi a Varese sono molto male collegati con il capoluogo e i loro cittadini per poter godere dei servizi che Varese offre debbono raggiungerla con il proprio autoveicolo privato aumentando a dismisura
code, ritardi e polluzioni.
Un dato il Sole ventiquattr’ore non ha considerato: quante sono le associazioni coordinate da centri servizi e quanti sono i sistemi di organizzazione partecipata di cui possono disporre i comuni capoluogo.
Varese da questo punto di vista eccelle e il dato lascia ben sperare: è stata costituita l’associazione Varese europea per la gestione del piano strategico d’area cui fanno parte in 85 tra enti pubblici e privati che
condividono il sogno di studiare e sovrintenderealla realizzazione di progetti di straordinaria che possono cambiare la faccia alla attrattività dell’area varesina ;il tavolo di Agenda 21 e quello sui Tempi dell’area che
ha appena avuto i finanziamenti da parte della regione Lombardia. Questi tavoli hanno studiato progetti credibili e realizzabili ai quali va fatta pubblicità, dato fiducia e affidamento del punto di vista politico.
Abbiamo scritto al Commissario prefettizio ochiedendoGli di tenere sott’occhio con attenzione quanto in corso di realizzazione all’interno di questi consessi partecipandone alle attività e appoggiandone i risultati.



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