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Quanta fretta di impiccare Saddam!

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30 Dicembre 2006

Saddam era senza ombra di dubbio colpevole di crimini atroci tuttavia penso che la sua morte costituisca l’ultimo atto della vendetta ideata e realizzata da parte di Bush con l’appoggio, più o meno condizionato, di buona parte della comunità internazionale USAdipendente.
La guerra in IRAQ è stata fortemente voluta dal suddetto Bush che, è stato ormai provato, l’ha motivata con false argomentazioni e “prove”.
Il tragico è stato che il popolo americano per primo gli ha creduto (facile il condizionamento dovuto all’11 settembre) e che altri Capi di Stato e di Governo lo abbiano sostenuto con la scusa di “esportare la democrazia” e “prevenire” eventuali e poco probabili azioni belliche da parte del governo Iracheno.
Nessuno ha voluto ascoltare gli esperti dell’ONU che sostenevano con forza l’infondatezza delle affermazioni relative all’esistenza di armi di distruzione di massa.
Idiozia più grande e sciagurata non poteva essere fatta, la costruzione di una democrazia deve nascere fra e dal popolo. Qui no, il “nobile” intento della “coalizione” è stato quello di imporla con la guerra; democrazia o nuova dittatura?
La realtà, a tre anni di distanza dall’inizio del conflitto è sotto gli occhi di tutti:
Ø La democrazia è ben lungi dall’essere stata creata

Ø La guerra civile è dilagante (bel risultato sig. Bush!)

Ø Il terrorismo si è rafforzato trovando terreno più che mai fertile
L’ultimo atto, in ordine di tempo, è stato il processo a Saddam, ufficialmente fatto dagli Iracheni ma, evidentemente pilotato dagli USA.
Perché Saddam è stato ammazzato senza attendere gli altri processi per fatti forse anche più gravi?
Perché tanta fretta?
I dubbi sorgono spontanei, forse si è voluto evitare che verità scomode venissero alla luce e potessero mettere in crisi sia l’attuale governo fantoccio che la comunità internazionale, USA in testa.
E’ sorprendente poi che il commento di Bush sia stato “giustizia è stata fatta”! Mi domando con che diritto questo essere continui a considerarsi guida e giustiziere del mondo intero ignorando la parabola: prima di vedere la pagliuzza nell’occhio del vicino guarda la trave che hai nel tuo!
Certo non ci si poteva aspettare altro da chi ammette che la pena di morte venga ancora eseguita, anche ad anni di distanza e, in molti casi, su persone che vengono “poi” scoperte e dichiarate innocenti.
La pena di morte non è la soluzione per ridurre il crimine così come non lo è per “punire” il più feroce degli assassini (come Saddam appunto).
Ha ragione il Sig. Calderoli quando dice che non si fa tanto parlare quando, nei paesi islamici, vengono lapidate delle donne; è vero, bisogna parlarne maggiormente, bisogna dialogare con i fratelli musulmani affinché superino certe usanze ormai appartenenti al passato, ciò non vuole dire tuttavia che l’assassinio di Saddam possa essere giustificato.
Se vogliamo veramente trovare una via di dialogo con le altre culture ed in particolare con quella islamica dobbiamo smettere di considerarci i detentori della verità, culturalmente superiori, dobbiamo invece sederci al tavolo con loro e confrontarci lealmente e parimente al fine unico di trovare la via della convivenza; cosa che non dovrebbe essere difficile considerando che le origini dei rispettivi credi sono comuni e che il Dio di Abramo non è altro che il loro ed il nostro Dio!
L’occidente ha perso ancora una volta la battaglia, mi auguro che, a furia di perdere, non perda anche la guerra!

Milo Calvino

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