Quante cose non dette su Gentile e quella intitolazione!
20 Maggio 2005
Egregio Direttore,
in riferimento alla lettera del 18 maggio 2005 inviataLe dal Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista signor Angelo Zappoli, preciso quanto segue:
1) I problemi con le concezioni totalitarie non appartengono a me ma a forze politiche che intendono rifondare una ideologia totalitaria e condannata dalla storia.
2) La dedica del Largo a Sogno è stata approvata a suo tempo all’unanimità dei componenti la Circoscrizione n. 1, inclusa la signora Sonia Brunelli.
3) La Circoscrizione n. 1 ha riservato la massima attenzione anche alla memoria di Calogero Marrone con voto altrettanto unanime. Spiace constatare che all’inaugurazione della Piazzetta dedicata a Marrone, dei componenti la Circoscrizione n. 1 eravamo presenti solo il sottoscritto di Alleanza Nazionale, il Presidente Porrini della Lega Nord ed il Consigliere Niada di Forza Italia. Dov’era Sonia Brunelli rappresentante della opposizione di sinistra?
4) Ancora faccio rilevare che alla cerimonia in ricordo dei Martiri delle Foibe delle opposizioni, ad eccezione del Consigliere Nicora, nessun rappresentante della sinistra in Consiglio Comunale era presente e quindi neanche il Consigliere Zappoli. Le persone infoibate da Tito sono forse per il Consigliere Zappoli vittime di serie B?
Con la mozione che ho presentato in Consiglio di Circoscrizione, con la quale ho proposto di intitolare al filosofo Giovanni Gentile un’area verde davanti al Liceo Classico, ho voluto onorare e ricordare uno dei più grandi filosofi italiani del Novecento che legò al suo nome la prima riforma organica della scuola italiana, “un uomo che non si era mai discostato, nella pratica della sua attività culturale e della sua vita accademica, da principi di libertà e tolleranza” come ha scritto Sergio Romano nel suo volume “Giovanni Gentile – Un filosofo al potere negli anni del regime”, un uomo che aveva parlato chiaro contro la pratica del terrore, esortando Mussolini alla “pacificazione degli Italiani” per preservare l’unità degli animi ed evitare che la guerra civile arrivasse alle più estreme conseguenze, come affermato dal più autorevole storico del fascismo – il prof. Renzo De Felice – nel suo libro “Rosso e Nero”.
Spero che questi concetti possano essere chiari a tutti e quindi anche al Consigliere Zappoli che è ovviamente libero di pensarla diversamente ma da cui non accetto lezioni di democrazia e di storia.
La ringrazio per l’ospitalità e porgo distinti saluti.
Varese, 20 maggio 2005
Silvio Marzoli
Consigliere A.N.
Circoscrizione n. 1 – Varese



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