Quei bambini pagano le scelte dissennate del nostro Governo
15 Dicembre 2006
Eh, no!, egregio direttore,
Mi spiace, ma non ci sto.
Comprendo perfettamente tutto il dolore dell’autrice della lettera disperata sul mancato ritorno, anche quest’anno, dei bambini bielorussi presso le famiglie italiane che, tradizionalmente, li ospitavano durante le vacanze di natale.
Ma vediamo di dare alle cose il loro giusto profilo: i bimbi bielorussi non vengono privati di questa possibilità (chissà, poi, quanto positiva per loro…) non per motivi di principio o, peggio, per ricatti politici.
Il motivo si trova esclusivamente nella dissennata, sciagurata, incredibile condotta tenuta dal Governo Italiano durante la vicenda della scorsa estate.
Senza ripetere (l’abbiamo sentita fino alla nausea) la storia, abbiamo assistito tutti, noi italiani ma anche il resto del mondo stante la globalità dell’informazione, al verificarsi plateale di un sequestro di persona, fatto a fin di bene finchè si vuole, ma pur sempre sequestro di persona; davanti a ciò, in modo irresponsabile, anzichè agire di conseguenza, si è avuta una paralisi delle Istituzioni, che hanno lasciato per molti giorni che la vicenda andasse ad aggravarsi, investendo problematiche di politica estera, di giustizia, di equità.
Ma perchè quando un extracomunitario ruba una mela troviamo sempre un solerte giudice che lo imprigiona e lo condanna, giustamente intendo, mentre qui, in presenza di un reato molto più grave non si è proceduto a termini di Legge?
I coniugi della liguria andavano semplicemente arrestati, la nonna “custode” pure, e la bambina doverosamente restituita subito al proprio Paese d’origine dove, probabilmente, non le sarebbe più successo proprio nulla.
No: si è scelta la strada della prepotenza. Noi, Italia, Stato economicamente più forte in maniera incommensurabile, abbiamo preteso di gestire la cosa a modo nostro, violando qualsiasi norma del Codice Penale, del Diritto Internazionale ed anche del semplice Buon Senso.
Ed abbiamo visto com’è andata a finire.
Peraltro, se ora dovessero giungere, alle stesse condizioni di prima, migliaia di bambini bielorussi, quanti altri casi come quello dell’estate scorsa si rischierebbero? E quale comportamento dovrebbe tenere in questo caso lo Stato Italiano?
La violazione del diritto non paga, si sa. Anche se può dare qualche risultato tangibile subito, alla lunga crea solo danni difficilmente sanabili. A maggior ragione se le parti in causa sono due Stati e non solo due persone.
Abbiamo voluto violare i patti secondo i quali migliaia di bambini trovavano un po’ di sollievo presso le nostre famiglie qualche mese all’anno: sottolineo, abbiamo voluto, lo Stato Italiano ha voluto violare queste regole. Ed ora, che cosa si pretende? Che si scordi il passato in virtù dell’italico “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato…”? No, esprimendo tutta la solidarietà personale a chi sta soffrendo, sono convinto che la responsabilità di tutto ciò sia da addebitarsi solo ed esclusivamente allo sfascio morale ed all’incapacità di prendere decisioni difficili ma necessarie da parte di chi governa questo nostro Stato Italiano, ed auspico che, quanto meno, ciò serva da lezione in futuro, quando verremo chiamati a rispettare chissà quale altro patto stipulato con un Paese qualunque più povero ma, purtroppo, molto più digitoso di quento siamo riusciti a dimostrare noi.



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