Referendum, la libertà è anche conoscenza
1 Giugno 2005
Egregio direttore,
Dall’ inizio dei tempi, nel mondo nascono tanti bambini; purtroppo non tutti hanno le risorse necessarie per crescere. Dobbiamo dare affetto a tutti i bambini, specie se sono soli e poveri, non soltanto ai nostri figli.
La legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita consente alle coppie sterili la paternità e la maternità, ma non in una logica egoistica.
Essa pone dei “paletti” perchè non si può fare tutto quello che si vuole; anche i nascituri hanno il diritto di avere dei genitori “certi” e una famiglia “stabile”.
Alcune esagerazioni sono da evitare, ad esempio le “mamme-nonne” e i “padri doppi” (quello legale e il donatore esterno alla coppia).
La legge 40/2004 pone dei limiti alla creazione di embrioni per evitare la loro mercificazione.
L’ embrione è sempre vita umana, qualcosa che prima non c’ era, essere umano in divenire.
L’ embrione ha una specifica identità: “è sempre ciò che é” in tutte le fasi del suo sviluppo; nel suo genoma c’è già tutto l’ individuo che sarà.
Ogni embrione è “unico”. Secondo i credenti, inoltre, Dio ha iscritto nei nostri geni e nel nostro corpo la sua immagine. Questa è la base della dignità umana.
La ricerca scientifica finalizzata alla cura di gravi patologie è già in atto, con risultati positivi, utilizzando le cellule staminali degli individui adulti: non c’è bisogno di sacrificare alcun embrione umano.
La tecnica di modificare geneticamente l’ embrione nella speranza di evitare la trasmissione di difetti non è priva di gravi rischi . Non si conoscono i meccanismi di ricombinazione genetica delle cellule e i possibili danni saranno individuati solo dopo molte generazioni.
Abbiamo timore degli “organismi geneticamente modificati” per l’ alimentazione; perchè non interrogarsi sulla imprevedibile discendenza degli embrioni umani geneticamente modificati ?
Non si può decidere con una votazione quando incomincia la vita umana; anche il mondo scientifico non è sicuro ed è diviso. Dovrebbe valere almeno il “principio di precauzione”.
Chiunque può proporre un referendum, raccogliendo le firme, su qualsiasi tema; ma non può obbligarci a votare. Astenersi è un diritto riconosciuto dalla Costituzione.
Adesso siamo chiamati a discutere sull’ inizio della vita; ma c’ è il rischio che ci chiedano, tra poco, se la vita abbia termine quando non è più utile. Può essere il caso del disabile non autosufficiente ? Oppure dell’ anziano che non ragiona più ? O del malato che non ha speranza di guarigione ?
Attenzione: stiamo varcando le frontiere di umanità!
Se hai dei dubbi, non votare!
Non prendere a cuor leggero decisioni che legano le generazioni future !
Con molta cordialità.



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