Replica al Comitato per la Difesa della Sanità Pubblica
9 Maggio 2006
Caro direttore,
Le invio la replica alla lettera del Comitato per la Difesa della Sanità Pubblica del 6 maggio scorso.
La vecchia gestione pubblica e statalista degli Ospedali è da ritenersi superata. La nuova frontiera è la gestione Federalista, voluta dalla Lega in Regione, in cui i Comuni possano controllare direttamente il buon funzionamento e lo sviluppo degli Ospedali sul proprio territorio. Non ci deve essere però antagonismo ideologico tra pubblico e privato, ma una giusta ed equilibrata commistione. Il giusto equlibrio tra pubblico e privato porterà grandi vantaggi, solo se sarà guidato direttamente dai Comuni coinvolti e dai competenti organi sanitari. Ad esempio ogni appalto
che si deciderà di affidare ai privati dovrà conseguire obiettivi di maggiore efficienza, maggiore qualità dei servizi per gli utenti e minor costo per la struttura sanitaria. Non bisogna mettere tutto nelle mani dei
privati, dando loro in gestione la sanità, ma non bisogna nemmeno lasciare tutto nelle mani insensate e burocratiche dello Stato centrale.
Non bisogna neppure lasciare tutto nelle mani di certe Cooperative, che assumono personale extracomunitario per ridurre i costi, ma non per alzare la qualità del servizio per i malati. Siamo d’accordo quindi con un maggiore
coinvolgimento dei lavoratori locali, da preferire a personale straniero. No ad una gestione indiretta della sanità, ma sì ad una gestione sotto il controllo diretto degli organi sanitari e delle autonomie locali, come ha
dichiarato l’Assessore Cè. Se però venisse deciso di continuare sul progetto di Fondazione ospedaliera, ci aspettiamo che vengano seguiti i criteri virtuosi dettati dalla Regione, altrimenti vi sarà sicuramente un’
innalzamento dei costi della sanità con spese pazze e inappropriatezza prescrittiva, facendo risultare il progetto come inutile, se non addirittura dannoso per i malati.



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