Ricorderemo noi Ion Cazacu
5 Novembre 2005
Per essere ricordati e riconosciuti dall’amministrazione di Gallarate bisogna essere gallaratesi. Questo il motivo dell’esclusione di Ion Cazacu, lavoratore rumeno ucciso a Gallarate dal proprio “datore di lavoro” per avere osato chiedere diritti e un lavoro regolare per sé e i propri colleghi, dalla giornata della Riconoscenza. Non importa quello che si è fatto o quel che si ha subito, non importano le gesta compiute, ma conta soltanto, ancora, il tipo di sangue che scorre nelle vene. E se il sangue è straniero, anche se versato nella nostra città, non ha lo stesso valore, non ha lo stesso diritto. Il medesimo pensiero che deve avere avuto Cosimo Iannece quando ha preso una tanica di benzina per rovesciarla addosso a Ion Cazacu.
Non allo stesso modo la pensano invece i tanti cittadini e cittadine, le associazioni, i partiti, i sindacati che hanno sostenuto la candidatura di Ion.
Spetterà a noi, nuovamente, continuare a ricordare quanto successo in via Pietro Micca cinque anni fa: ricordare perché nessuno mai più, nella nostra città e altrove, possa considerare la vita di una persona, da ovunque provenga e qualunque sangue abbia nelle vene, di valore inferiore.



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