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Russia – Ucraina, una guerra inaccettabile

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29 Aprile 2022

Egregio direttore,

Sebbene dalla fine della seconda guerra mondiale questa dolorosa condizione si sia di fatto mantenuta costantemente con operazioni su larga scala (guerra di Corea, conflitto arabo – israeliano, guerra d’Algeria, la “Crisi” ungherese e la primavera di Praga, guerra del Vietnam, invasione sovietica dell’Afganistan, guerra delle Falkland, “Crisi” di Grenada, guerra dei Balcani, “Crisi” Libica e la morte di Gheddafi, Guerra del Golfo, guerra di Siria, per citarne alcune delle principali), scontri di confine tra grandi stati (India – Pakistan, India – Cina), un’infinità di guerre di liberazione, guerre civili e guerriglie interne a molti stati (dalla Cambogia di Pol Pot alla guerra del Bengala a quella libanese e di molti stati africani) e così via per decine e decine di casi, l’invasione da parte di una grande potenza come la Russia nei confronti un grande stato come l’Ucraina (ha un territorio più grande della Francia) appare come una realtà fuori dal tempo. L’azione armata intrapresa dalla Russia del regime “Putiniano”, un gigante Golia in termini di potenza militare, nei confronti del minuscolo “Davide”, benché ben armato (da USA, GB ed UE), è inaccettabile sotto tutti i punti di vista: dalle “Nostalgie post sovietiche” al pretestuoso “Casus belli” di un’ipotetica adesione degli ucraini all’alleanza atlantica alla ventilata necessità di mantenere una cintura di sicurezza intorno ai confini russi (come se i missili oggi disponibili sullo schieramento occidentale come su quello russo non possano coprire quelle distanze con pochi minuti in più di crociera, senza parlare delle dotazioni missilistiche dei sommergibili nucleari o delle flotte aeree), alla volontà di veder riconosciuta l’annessione della Crimea e perfino per mettere fine a prepotenze e violenze perpetrate da unità militari ucraine nei confronti delle minoranze russofile nella regione del Donbass. Sviluppo l’argomento guerra velocemente per dedicarmi agli argomenti correlati chiarendo, tuttavia, subito alcuni aspetti pratici. Procedendo con un’immediata cessazione dei combattimenti e degli ammazzamenti e riavvolgendo il “Film”, ciascuno dovrà prendersi le proprie responsabilità a cominciare da fatti criminali che dovessero effettivamente emergere a carico di milizie, più o meno ufficiali ucraine e/o russe, avvenute prima, durante e dopo la prima crisi di quella regione orientale dell’ucraina. Anche politici e diplomatici occidentali dovranno fare un serio esame di coscienza per giustificare la concreta latitanza politico diplomatica nei lustri che hanno visto l’ascesa del despota russo addirittura “Coccolato” da qualche politico occidentale (a cominciare da “Casa nostra”!). Eppure, di che pasta fosse fatto, lo ha mostrato subito sia eliminando, nella stessa Russia, ogni libera voce che intralciasse i propri piani o si proponesse come alternativa politica come all’esterno dei confini con i noti interventi in Cecenia (2^ guerra cecena) e Georgia. Poche altre considerazioni sullo stato attuale e sul futuro prossimo venturo per poi argomentare criticamente sugli “Effetti collaterali” così come maldestramente rappresentati dai mass media. In primis mi dichiaro nauseato e spaventato dal fatto che oggi, politici, professori universitari e tecnici di varia estrazione, giornalisti ed “Opinionisti tuttologi” si presentino come strateghi di guerra consumati e che ventilino ad ogni “piè sospinto” un “Inevitabile” allargamento del conflitto a livello planetario e, addirittura, un improbabilissimo uso di armi nucleari da parte di Putin. Non sarà forse che “Obbedendo” a qualche “Superiore direttorio” vogliano abituare le genti alla inevitabile necessità di “Andare alla guerra” e che l’impiego di ordigni nucleari (tattici o perfino strategici) in fondo sarà inevitabile? Inorridendo a queste assurde ed inconcepibili idee e dichiarando fermamente (come penso farebbero compattamente le moltitudini di cittadini del mondo intero) che mai permetteremo che i nostri figli ed i nostri nipoti vadano a perdere la vita in assurde, inaccettabili e, soprattutto, inutili guerre, chiudo l’argomento bellico con le seguenti sintetiche considerazioni : 1) il concetto di Russia Imperiale che vada a giustificare questa invasione militare va considerato obsoleto e occorre che politici, diplomatici e storici adottino, sponsorizzandolo nelle rispettive azioni, il concetto di Russia come un grande stato (non solo geograficamente essendo il più vasto della terra) sul proprio modello federale che potrebbe essere o evolvere in modo non tanto dissimile dagli USA, che sviluppi e sostenga (come è logico che sia) i propri interessi nel mondo seguendo gli schemi dell’economia e della politica internazionale così come fanno tutti gli altri stati e/o unioni di stati; 2) Putin non ha alcuna necessità / convenienza ad impiegare ordigni nucleari (anche solo uno) sia perché (fortunatamente) non sarebbe lui a “Pigiare” il fatidico pulsante (immaginiamo una sequenza di sicurezza di decisioni e procedure che coinvolgerebbero più persone tutte, poi, eventualmente chiamate a rispondere del loro operato di fronte all’intera umanità) sia perché si troverebbe a disporre di un territorio desertificato e contaminato con sopravvissuti ostili per sempre e che non gli sarebbe di alcuna utilità sia perché si troverebbe, con ogni evidente probabilità, davvero contro l’intero pianeta; 3) si è sentito parlare di un trattato Cina – Ucraina che porrebbe quest’ultima sotto una sorta di ombrello nucleare cinese, e su questo non dico altro (anche perché null’altro conosco), ma mi piacerebbe avere qualche delucidazione in merito; 4) allo stato attuale, ammettendo che non si voglia trovare un accordo per la cessazione immediata delle ostilità e seguendo il principio della soluzione più semplice e scontata, Putin proseguirà con la sistematica distruzione, porzione dopo porzione, dell’Ucraina o dei territori che strategicamente gli interessano, con bombardamenti aerei/missilistici convenzionali sfruttando l’oggettiva supremazia di forze e continuando a mietere vittime tra civili e militari (anche i propri di cui, per altro, dovrà giustificarne, in patria, la scomparsa a madri, mogli, padri, fratelli, fidanzate ed amici) fino al raggiungimento dei propri obiettivi; 5) a questo punto è doveroso, ancorché insidioso rispetto a futuribili altri propositi espansionistici di Putin, prendere in considerazione l’opzione indicata dal Prof. Orsini e sostenuta da un numero crescente di persone, concedendo al dittatore russo, al fine di salvare il proprio “Onore / orgoglio”, una sorta di conseguimento di obiettivo minimo e permettendogli così di defilarsi “Non da sconfitto” dal fronte con rapidità e, soprattutto, con l’auspicato, anzi necessario, risparmio di vite umane . 6) sarà poi compito della politica internazionale con i metodi della diplomazia, della leva economica e di tutte quelle attività che vedono la Russia progressivamente isolata (scienza, tecnologia e missioni spaziali, cultura, sport ed altre ancora) riportare questo grande paese a più miti consigli auspicando e favorendo con ogni mezzo lecito l’affermazione di un sistema libero e democratico capace di esprimere statisti che perseguano gli interessi russi nei limiti e nei modi accettati dai consessi internazionali. Nella seconda parte dell’articolo tratterò dei riflessi sul piano energetico ed agricolo ovvero : produzione di energia elettrica, dipendenza dal gas russo, auto produzione da fonti rinnovabili e dintorni; l’agricoltura nazionale è essenziale e strategica per ogni paese e l’incremento dei prezzi di alcuni prodotti agricoli è utile se non addirittura necessario a rafforzare questo settore sempre più in crisi.

Valerio Montonati

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