Sagra degli uccelli: ma quale violenza?
31 Agosto 2006
Spettabile Redazione di VareseNews,
come ho già avuto modo di dire sono un lettore appassionato di Varesenews che quotidianamente accede al WEB per avere, con uno strumento moderno ed efficace, la possibilità di vivere il nostro territorio e la realtà di Varese e non vi nascondo la sorpresa e lo stupore nel rilevare che la Sagra di Cantello, che già da anni ha travalicato i confini nazionali stante l’incredibile affluenza di ticinesi, è ora, purtroppo, conosciuta anche a Napoli !
Il purtroppo risiede ovviamente nella gratuità ed assoluta mancanza di cognizione di cosa una sagra come questa possa rappresentare che si evince dalle poche parole del nostro ‘estimatore partenopeo’.
Nella mia incrollabile fede nell’intelligenza umana continuo a sperare, con tanta continuamente smentita testardaggine, che una certa fase sia ormai superata e che certe ‘frasi fatte’ e ‘certi luoghi comuni’ debbano appartenere definitivamente ad un passato che, invece, sembra rispuntare sporadicamente.
Ma come ? A Cantello sono riusciti ad organizzare una Sagra che richiama migliaia di persone ogni anno e questo signore si permette di buttarla alle ortiche con le solite demenzialità esagerate frutto solo della propria convinzione emotiva e della profonda ignoranza verso un fenomeno, come quello della pratica venatoria, che, ci piaccia o meno, è e rimane, nel rispetto delle leggi, un’attività legale e legalmente praticabile. (…)
Ma quale violenza e quale diseducazione può mai esserci nel sentire un merlo od un tordo che, miracolo della natura, dispiegano il proprio canto di prima mattina ?
Venite gente a Cantello, venite ed imparate, venite a fate vostre le tradizioni della nostra gente e forse smetteremo di leggere queste stupide affermazioni senza senso perché tutti cominceranno ad occuparsi delle vere emergenze, delle vittime del terrorismo, delle migliaia di vittime delle strade, delle migliaia di vite future che vengono sacrificate sull’altare dell’aborto legalizzato, delle migliaia di persone che ogni anno devono affrontare malattie e sofferenze derivate dall’aver sacrificato la natura al trionfo della società moderna, delle piccole vittime dei pedofili, delle tante tragedie generate ogni anno dall’odio fra le diverse popolazioni per semplici ragioni di razza o di religione !
Come ho già detto e continuerò a dire l’odio verso l’uomo e verso la categoria cui appartengo ….questo si mi preoccupa davvero! Non perché tema per la continuità della mia passione ma perché questo è il seme di un odio verso il genere umano che può portare a conseguenze molto più gravi di quanto si possa immaginare.
Distinti saluti
Federazione Italiana della Caccia di Varese
Il Presidente (Luigi Roi)



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