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Scuola: a Samarate non solo rose e fiori

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2 Febbraio 2007

Buongiorno direttore

faccio riferimento all’articolo apparso sul Vostro quotidiano online in data 24/01 u.s. e riferito al premio assegnato alla Scuola Primaria di Samarate con tanto di intervista auto celebrativa al dirigente scolastico Dr.ssa Foglia.

Sono un genitore di una alunna frequentante il plesso scolastico di Verghera e vorrei portarVi a conoscenza del fatto che, nonostante il premio succitato attribuito, esistono diversi problemi che si perpetuano da anni e non trovano soluzioni: le fotocopie utilizzate dalle insegnanti nello svolgimento dei rispettivi programmi educativi sono contingentate nel numero, su dieci computer e stampanti di cui è dotata la struttura più della metà non sono funzionanti e non vengono nemmeno riparati, esistono problemi con i pranzi serviti dalla società che si è aggiudicata l’appalto.

E soprattutto esiste un grave problema riguardante le supplenze; le ore di compresenza delle insegnanti vengono utilizzate per attività didattiche; la scuola, a quanto si sa, non dispone o non vuole disporre di risorse finanziarie per pagare le supplenti; la dirigente scolastica ci comunica di non essere “obbligata” a chiedere la supplente entro i primi cinque giorni di assenza dell’insegnante di ruolo; da tutto ciò ne deriva che, in caso di “ora buca”, gli alunni vengono smembrati e sparpagliati nelle altre classi, oltremodo arrecando disturbo; siccome nelle classi dove vengono mandati non vi sono, logicamente, posti a sedere gli alunni senza maestra vengono fatti sedere per terra a disegnare!?
Non vi è una maestra che si degni di tenere, perlomeno, la classe unita nella propria aula.
Questo è diritto allo studio ?

Bisogna rendersi conto, con estrema onestà, che accanto ad insegnanti eroici ve ne sono altri “odiatori professionisti di ragazzi ed adolescenti, rancorosi, lavativi e presenti in classe quanto basta a mantenersi il posto”, come dice Marina Terragni del Corriere della Sera, “del tutto indifferenti ai danni che la discontinuità didattica produce”.
Un bambino od un ragazzo non equivalgono ad una pratica polverosa; la scuola non è il catasto (con tutto il rispetto per il catasto); la scuola, pur con i suoi guai, resta una straordinaria occasione per ogni essere umano che cresce.

Prima di assegnare premi ed onorificenze, e per non rischiare anche di fare brutta figura, sarebbe meglio documentarsi.

Grazie e buona giornata

Lettera firmata

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