Scuole chiuse e paure dei nostri governanti
9 Marzo 2021
Egregio direttore
si rimane molto stupiti nel leggere le dichiarazioni del “nuovo Ministro degli Studenti e degli Insegnanti“, Patrizio Bianchi, del “nuovo” governo Draghi che candidamente si sbilancia nel dire, sulle scuole: «Non c’è un orizzonte per la riapertura, è la nostra capacità di essere uniti che ci dà l’orizzonte, la responsabilità non è solo del governo è di tutto il Paese».
Va bene la retorica, ma se il nuovo DPCM stabilisce la chiusura automatica delle scuole nelle zone con più di 250 casi COVID per 100.000 abitanti, mi domando per quale motivo non debba essere previsto un analogo meccanismo contrario, ad esempio dopo una rivalutazione a 10 giorni e il rientro degli indici. In particolare, mi riferisco ai più piccoli studenti, che hanno frequentato ininterrottamente da settembre nel pieno della seconda ondata e sui quali meno impattano trasporti pubblici inadeguati e movida. Perlopiù asintomatici, varianti permettendo.
Mi sarei aspettato una dichiarazione diversa, del tipo: «Tranquilli, cari Cittadini lavoratori e genitori in ansia, tra 10 giorni rivaluteremo sicuramente e, una volta vaccinati i docenti, riapriremo il prima possibile e dove si potrà». Oltretutto non si capisce perché debbano stare chiuse anche 1 solo giorno scuole che da inizio anno non hanno avuto casi. Né tantomeno perché non si riesca a ragionare per focolai locali, sempre, e non aggregando dati provinciali e regionali. Per governare ci vogliono responsabilità e competenza, ma anche visione, coraggio e passione.
I nostri governanti tradiscono e trasmettono invece solo grandi paure. Potrà essere una strategia per convincere tutti o quasi a vaccinarsi? Sarà. Ma intanto rilancio il mio appello per i piccoli studenti, senza dimenticarmi peraltro dei più grandi, nel silenzio di quei politici che questo si sono accontentati della mancata chiusura degli esercizi commerciali.
Cordialità
Mattia Colombo



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