Servono Canadair basati in Lombardia
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19 Aprile 2022
Gentile Direttore
il recente grave incendio tra Angera e Ranco, in zona boschiva collinare e con molte case quasi raggiunte dalle fiamme, ci ha mostrato l’importanza risolutiva dell’intervento antincendio aereo.
Ho potuto vedere con i miei occhi dalla riva del Lago Maggiore la grande professionalità dei piloti dei noti Canadair, che riempivano la stiva con 6mila litri di acqua in 10 secondi e nel giro di pochissimo tempo la scaraventavano sulle fiamme, per più e più volte.
Degli angeli che dal cielo calavano sul lago e poi sui boschi, evitando il peggio e con un aereo veramente eccezionale.
Mi ha preso la curiosità di capire meglio e ho trovato uno scenario che non mi aspettavo. L’Italia ha una buona dotazione di aerei antincendio, 19 esemplari degli anni ’90. Sono aerei speciali costruiti in Canada che costano 25 milioni di € l’uno e 6 mila € per ora di volo (un moderno aereo militare F35 costa 130 milioni di € l’uno e 30 mila € per ora di volo).
Di fatto ne sono operativi in Italia 15 al massimo. Il colori e le scritte che vediamo sugli aerei sono dei Vigili del Fuoco ma, prima sorpresa, sono di proprietà della Protezione Civile e la gestione, piloti compresi, è affidata ad una Multinazionale britannica con sede principale a Londra.
La Babcock International ha interessi in mezzo mondo e principalmente in Gran Bretagna e nel settore militare.
In caso di incendio grave si attiva un sistema di richiesta dei Canadair che porta infine al loro decollo. Il problema sono i tempi di intervento, che rischiano di essere per tutta la zona montuosa e collinare del Nord Italia (la più a rischio) non particolarmente veloci, dato che gli aerei più vicini sono a Genova e sono aerei piuttosto lenti in volo.
Altra sorpresa infatti è la dislocazione dei velivoli. Le basi aeree permanenti sono 3: Roma, Genova e Calabria. Le basi stagionali in cui vengono rischierati nella stagione calda sono molte di più, ma tutte nel Centro – Sud Italia. Dai dati che ho visto sul web, il massimo di Canadair disponibili nel Nord Italia a Genova è comunque di 2 aerei.
Ora, è noto anche che due incendi gravi su tre in Italia avvengono in Sardegna, Sicilia e Calabria. La percentuale di incendi nel Nord non è paragonabile, ma il cambiamento climatico, la siccità, l’incuria dei boschi sta aumentando i casi di incendio grave che richiedono un intervento dei Canadair.
Prima domanda: come è possibile che non sia prevista nemmeno una base stagionale in tutto il Nord Italia in cui dislocare almeno 2 aerei, oltre a quelli di Genova?
Leggendo il Piano regionale contro gli incendi boschivi – 2020-2022, approvato dalla Giunta Fontana il 23 dicembre 2019, scopro che il periodo di maggior rischio incendi in Lombardia, a livello statistico pluriennale, è quello autunnale e invernale con una maggiore incidenza numerica proprio sui mesi di marzo e aprile.
Domanda finale: ma se nel Centro – Sud Italia il rischio maggiore è in estate, perché non chiedere almeno una dislocazione stagionale, da ottobre ad aprile, di un paio di Canadair in Lombardia, magari presi dalla base di Roma? Gli aeroporti non ci mancano.
Le risorse ci sono, i soldi per le emergenze ci sono, se si vuole. I gravi incendi costano molto di più alla collettività! Però serve un più razionale dispiegamento delle forze aeree di intervento rapido. Servono Canadair con base in Lombardia, che è zona centrale anche rispetto alle altre Regioni del Nord. Almeno per i mesi in cui servono di più e per garantire un intervento rapido, finalmente!
Forza politici lombardi, più coraggio e concretezza è quello che vogliono i vostri elettori!
Marco Cerini
Vergiate
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Buongiorno, la ringrazio per l’articolo e condivido quello che scrive. Purtroppo è più facile fare proclami post eventi (troveremo i soldi per i boschi etc) che non organizzare in anticipo dei piani per eventi che purtroppo non sono più così rari.
Stante la situazione del rischio incendi boschivi e il suo futuro mutamento, in peggio ovviamente, è necessario che il governo provveda ad ordinare quanto prima almeno 5/6 velivoli Canadair CL415 nuovi alla Bombardier. E poi la questione della gestione….. è una cosa che va oltre lo scandaloso! Ci fu la SISAM , poi la SOREM, oggi la multinazionale inglese a gestire l’operativo volo e il personale navigante. (che peraltro è o era in massima parte italiano). La gestione e di conseguenza anche l’immatricolazione dovrebbe invece essere passata sotto l’aeronautica militare, la quale oltre che a una immensa quantità di risorse umane altamente qualificate e professionali, dispone ancora di numerose basi operative o comunque rendibili nuovamente operative in poco tempo e costo, per poter schierare efficacemente sul intero territorio nazionale una flotta pienamente operativa di CL 415.