Il Sinodo di Papa Francesco: “Comunione, partecipazione e missione”
23 Novembre 2022
Il mio amico Piero, mi ha chiesto di parlare del Sinodo. E’ infatti passato più di un anno da quando nell’ottobre del 2021, papa Francesco ha avviato il Sinodo Universale della Chiesa Cattolina, con queste parole : “La Chiesa di Dio è convocata in Sinodo. «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione».
Con questa convocazione, Papa Francesco invita la Chiesa intera a interrogarsi su un tema decisivo per la sua vita e la sua missione: «Proprio il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». Questo itinerario, che si inserisce nel solco dell’«aggiornamento» della Chiesa proposto dal Concilio Vaticano II, è un dono e un compito: camminando insieme, e insieme riflettendo sul percorso compiuto, la Chiesa potrà imparare da ciò che andrà sperimentando quali processi possono aiutarla a vivere la comunione, a realizzare la partecipazione, ad aprirsi alla missione. Il nostro “camminare insieme”, infatti, è ciò che più attua e manifesta la natura della Chiesa come Popolo di Dio pellegrino e missionario. Un interrogativo di fondo ci spinge e ci guida: come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale) quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata? E quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?
L’atto finale di questo percorso dovrebbe concludersi nel 2023 ma già si parla del 2025. Nelle intenzioni di papa Francesco questo sinodo dovrebbe rivestire una importanza pari o maggiore del Concilio Vaticano II, con una consultazione di carattere planetario. Da una parte si avverte la necessità di una riforma, ma non si osano prospettare degli obiettivi, per non condizionare il dibattito, in maniera aprioristica, e questo é un limite. Ovviamente ci sono Conferenze Episcopali che spingono al rinnovamento altre, compresa quella italiana, che non solo sono molto restie, ma sognano al ritorno del Concilio di Trento. Il Vaticano, quale centro di potere della Chiesa cattolica, frena qualsiasi ipotesi di cambiamento, in quella riforma che non sono mai riusciti a realizzare tutti gli ultimi papi, da papa Giovanni XXIII in poi.
Poi a rallentare o bloccare i lavori di questo Sinodo é l’attuale guerra in corso in Ucraina, nel cuore della nostra vecchia Europa, in uno scontro armato tra paesi che hanno in comune lo stesso Vangelo, la stessa lingua (Il cirillico) le stesse tradizioni e per un certo verso la stessa storia, ma nel quale é tornata la guerra, con un odio indescrivibile, peggiore di quello orribile della 2° Guerra Mondiale, anche in nome dello stesso Dio e che rappresenta la più grande bestemmia nei Suoi confronti. Una guerra dove si teorizza l’uso delle armi atomiche. Se la situazione purtroppo é questa, quali possono essere oggi gli obiettivi ipotetici di un sinodo universale di quel “camminare insieme” che permette alle Chiese di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che è stata affidata a loro, cioè a tutte le Chiese? Il primo obiettivo potrebbe essere rinchiuso nella parola ECUMENISMO, un ecumenismo che possa sancire per sempre con tutte le Chiese, che hanno il comune il Vangelo, dalla Chiesa Cattolica ai Testimoni di Geova, passando per gli evangelici, protestanti, anglicani e ortodossi, il NO assoluto alla guerra in nome di Dio, come purtroppo avviene oggi in Ucraina. Da questo punto di vista l’impegno personale di papa Francesco é encomiabile, ma i ritardi sull’ecumenismo anche della Chiesa Cattolica sono abissali.
L’obiettivo non del terzo millennio, ma di questo XXI secolo della storia, deve essere quindi l’unità di tutti i cristiani che si può realizzare se tutti rinunciano di credere o illudersi di avere in tasca la verità, quella pretesa di verità che nei secoli passati ha partorito guerre spaventose da cui non riusciamo a liberarci. L’unità di tutti i cristiani oggi si realizza non nel dogma delle tradizione, ma in una costante riforma, e nel valore della diversità. La Chiesa cattolica ha nei secoli passati mandato al rogo migliaia di eretici che oggi é costretta di riabilitare. Il passo successivo dell’ecumenismo é un accordo di dialogo con tutte le altre religioni. Il secondo obiettivo che la Chiesa ha il dovere di porsi é quello di aprire tutte le chiese, tutte le comunità e non di abbandonarle come sta facendo tutt’ora, non come strumento di potere o di proselitismo, ma dare a tutti la gioia dell’avvento del Regno di Dio, racchiuso nelle tre virtù teologali: Fede, Speranza e Carità. E per fare questa riforma i passi successivi possono essere i seguenti:
– Mai più chiudere le porte della Chiesa a nessuno, nemmeno a coloro che hanno avuto la sfortuna di passare dal calvario del fallimento del loro primo matrimonio.
– L’abolizione del celibato obbligatorio per i preti.
– Aprire la Chiesa alle donne, le eterne escluse, consentendo loro di accedere al sacerdozio.
– Maggior coinvolgimento dei laici nelle funzioni della chiesa con diaconi e diaconesse, nominate dagli stessi parroci, dando a loro la possibilità di celebrare la messa. Un partecipazione attraverso il volontariato, non obbligando più i preti ad essere solo funzionari di Dio.
– Una riforma radicale dei seminari, che devono essere aperti a tutti, donne e uomini che siano, giovani e meno giovani, non più luogo di reclusione dove si aumenta la fragilità dei seminaristi, abolendo il collegio di internati, seminari aperti a persone già mature e formate e che abbiano già superato i 20 anni, dove si forgiano persone non animate dalla ubbidienza al proprio vescovo, ma persone sovversive, lo stesso principio di sovversione che portò quel povero Cristo alla croce e dove vanno quei missionari in terre sconosciute dove si porta non solo la Parola di Dio, ma l’amore verso i poveri.
– Un abbandono totale di tutti i dogmi della Chiesa, perchè non servano alla evangelizzazione. Basta il Vangelo e la Parola di Dio.
– Una maggiore collegialità e democrazia nel governo organizzativo della Chiesa, non più nomine calato dall’alto, che poi tra l’altro molte volte risultano errate.
Per quanto riguarda le riforme mi fermo qui. Non oso addentrarmi nel Vaticano. Giuseppe Garibaldi disse a suo tempo che il Vaticano era un covo di serpenti. Qualcuno lo sostiene tutt’ora. Lavorino quindi per il bene dell’Umanità e non per le loro carriere imbalsamate, incominciando a mettersi al servizio del papa.
Caro Piero, spero di averti spiegato cosa potrebbe o dovrebbe fare questo Sinodo. Ma sono in molti che dicono che non cambierà nulla perché alla casta sacerdotale qualsiasi riforma fa paura, ma speriamo di no. Anche nelle assemblee del cambiamento climatico, la COP27, si parla, si parla ma non si conclude niente, chissà. Certo tutti sappiamo che i tempi di riforma della Chiesa sono secolari. Forse il l’attuale Sinodo ha solo il compito di preparare il terreno. Poi ci vorrà la semina e tra qualche decine di anni o tra qualche secolo il raccolto. Ma a quel tempo noi non ci saremo più.
Chiudo questa mia personale riflessione con quello che sono solito dire. Gesù Cristo fu un uomo mandato da Dio nella Terra di Palestina a predicare la Buona Novella, il Regno di Dio. Non era un Rabbino, ne scriba o fariseo, prese con sé i suoi primi dodici apostoli, non le scelse e in nessuna casta sacerdotale, non erano rabbini, scribi o farisei, li scelse nelle persone comuni, pastori, pescatori, operai, contadini, non li rivestì di abiti dorate o collane, non pretese loro nessun atto di sottomissione o di obbedienza, nemmeno a coloro che all’ultimo momento lo tradirono, non istituì nessun seminario, non costruì nessun tempio o sinagoga, né cattedrali o basiliche dove imprigionare Dio. Fu messo in croce perchè predicava l’amore e la pace. Anche oggi predicare la Pace e l’Amore si può rischiare la vita. In Europa la parola Pace è bandita e chi la pronuncia viene accusato di essere dalla parte dell’aggressore e non dell’aggredito. Affidò ad un donna il compito di annunciare al mondo intero al sua Resurrezione. Dobbiamo a questa donna la gioia di poter leggere la parola di Dio e di sentirsi cristiani. Spero si essere stata sufficientemente provocatore per scuotere le coscienza di ognuno di noi, chissà, ma non sono sicuro.



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