Smog, “non è giusto criticare il passato restando immobili”
15 Gennaio 2007
Egregi Signori,
sono cambiate le condizioni atmosferiche; è arrivato il vento e si è interrotta la catena di giorni di supero della soglia consentita di PM 10 nell’atmosfera varesina.Le condizioni ambientali non sono, però, drasticamente mutate, tant’è vero che Arpa lombardia ha segnalato che due giorni fa e ieri, sia la centralina di Via Copelli che quella della Vidoletti, hanno superato la misura di 50mg/MC di PM10 ( rispettivamente 72,70 e 66,65 ).
In questa situazione non possiamo che unirci alla scelta della Giunta di Varese di non abbassare la guardia.
Occorre, secondo noi, predisporre tutte le utili iniziative perché il problema PM 10 affligga in futuro il meno possibile la città di Varese e coloro che la abitano.
Perché scriviamo “affliggere” e perché ce la siamo presa tanto nei giorni passati?
Nulla ci interessava e ci interessa polemizzare con la Giunta comunale di Varese.
A noi stanno solo a cuore gli interessi delle persone che soffrono per i problemi ambientali ed in particolare la vivibilità urbana.
Già! Il pm 10 è davvero un problema per Varese che va affrontato almeno per avvicinarsi a risolverlo.
La questione ambientale è quindi grave; non va supinamente accettata né sottovalutata.
Abbiamo in questi anni potuto capillarmente riscontrare quali danni alla salute arrechino il PM 10 e il più pernicioso PM 2,5.
La città capoluogo ha bisogno di conoscere il proprio destino senza rassegnarsi a una cronicità respiratoria di massa.
Un inquinamento così elevato e costante, deve diventare il problema politico per eccellenza.
Vivere secondo standard minimi, non è un ” optional “; dei varesini è, invece, un diritto radicale e non alienabile.
I bambini di Varese pagano nei bronchi i costi che sono molto più pesanti di quelli dei loro coetanei di altre città. Le altre categorie deboli della società, pure.
Per questo bisogna decidersi ad elevare la questione veleno (legata in notevole parte e al traffico e agli impianti di riscaldamento) a tema numero uno rispetto al quale ogni altro aspetto della dinamica socio economica cittadina sia disposto a fare un passo indietro.
Non bisogna fare scelte demagogiche nè improvvisate.
Hanno ragione Fontana e Federiconi: i blocchi del traffico realizzati negli anni passati sono serviti solo a spostare il carico d’inquinamento ma non a migliorare, neppure temporaneamente, il problema ambientale della città.
Quello di fermare il traffico come si è fatto gli anni trascorsi, esemplifica un modo di fare politica che serve solo a lavare le coscienze degli amministratori di turno e a diseducare i cittadini, soprattutto i più giovani , ma nulla più.
Non siamo ad invocare un simile provvedimento. Sia chiaro questo!
Criticare ciò che si è fatto in passato, non vuol dire, che la Giunta Comunale non debba però amministrare e scegliere, dando ordine e logica al traffico cittadino in particolare in una città che come Varese ha un numero di automobili immatricolate davvero eccessivo .
Perchè le autorità, giustamente, fanno svolgere controlli molto analitici su quello che i nostri figli mangiano all’asilo e a scuola (dove, in tema, esistono diritti , divieti e sanzioni) e poi si lascia che i medesimi prendano malanni causati dalle condizioni inquinate dell’atmosfera?
E’ un controsenso!
Non si possono tollerare delle così diverse modalità di comportamento da parte delle pubbliche istituzioni.
E’ stato detto che il Pm 10 sia dovuto più agli impianti di riscaldamento che alle automobili.
Vero è, secondo noi, che si debba agire su entrambi i fronti contemporaneamente e con il medesimo rigore .
Non si deve aver paura a provocare la mutazione di abitudini consolidate quando in gioco ci sono problemi di salute.
E’ facile contrabbandare le nostre considerazioni per un invito alle istituzioni a farci tornare all’età della pietra.
Leggere le nostre lettere in questo senso sarebbe una mistificazione.
Richiediamo, invece, che la Giunta comunale valuti la possibilità di imporre, senza timore, mature regole di convivenza.
E’ giusto che ciascuno possa godere di tutti gli agi che la vita moderna può mettergli a disposizione. Tale libertà deve avere un limite: la messa a repentaglio di un proprio simile.
Abbiamo ritenuto come riteniamo, quindi, opportuno che in caso come quello che si è verificato nei giorni passati, la Giunta Comunale di Varese agisse/agisca di conseguenza, magari fermando autovetture e camioncini in una parte molto estesa della città (almeno pari a quella del piano predisposto dall’allora Assessore alla Tutela ambientale, Michele Amirante e distribuito a tutti i cittadini di Varese) ovvero in un’ampia area intercomunale per la delimitazione della quale sarebbe stata necessaria una decisa azione politica.
Entrambi i provvedimenti sono ora alla valutazione della Tutela ambientale del Comune di Varese.
Plaudiamo alla scelta democratica mettendoci a disposizione per ogni necessità questo Assessorato abbia.
Se riteniamo che a tutela di un interesse generale il blocco del traffico debba sostanziarsi in un atto dovuto della Giunta, non diciamo però che lo stesso debba essere fatto paralizzando le attività economiche e quelle sociali. Contemporaneamente alla sua attuazione deve esserci un forte rafforzamento del trasporto pubblico (sia treni, sia autobus che tutti e due) che deve muoversi a velocità concorrenziali con quello privato.
Il Consiglio Comunale di Varese ha valutato positivamente la proposta dell’Assessore Binelli di fare di A.V.T. una Agenzia della Mobilità.
Come abbiamo detto troviamo la proposta interessante.
L’Agenzia potrebbe dare una gran mano per affrontare i problemi di Varese indotti dal traffico di Varese.
Abbiamo la fortuna di avere vicini il CCR di Ispra, che in materia di inquinamento dell’aria opera per la Regione Lombardia; abbiamo il VEL, che a Mendrisio è divenuto un’eccellenza non soltanto per lo sviluppo dell’auto elettrica ma, in generale, per i problemi della mobilità.
Ebbene, vi invitiamo a creare forti alleanze politiche e tecniche per costituire nella nostra città un Centro studi o Agenzia che possa essere all’avanguardia nel proporre scelte idonee a contrastare gli inquinamenti urbani a favore non solo dell’area varesina ma, possibilmente, dell’intera Regione lombardia e contemporaneamente a proporre nuove forme di vivere le aree urbane.
Per finanziare i progetti di lungo periodo che potrebbero essere predisposti, occorrerà coinvolgere Stato e CE per non dire della Comunità varesina che potrebbe, come ha sostenuto condivisibilmente il Sindaco Fontana, essere chiamata a collaborare con le istituzioni pubbliche per la realizzazione di iniziative che assecondino anche un proprio interesse .
Altre tematiche che l’ente pubblico deve affrontare sono quelle:
– della predisposizione di materiale informativo per le scuole diversificato per quelle primarie e secondarie;
– del collegamento tramite mezzi pubblici tra i comuni dell’area varesina e la città capoluogo e della inerente necessità che si provveda a redigere un nuovo piano urbano della mobilità su base di area;
– della nomina, come per Legge, del Mobility manager del Comune di Varese e della sensibilizzazione delle aziende pubbliche e private che pure devono procedere alla sua nomina, a provvedervi celermente;
– della redazione nonché della approvazione del Piano urbano del traffico ( che contenga pure il Piano urbano degli orari) con il quale potenziare sia le mobilità alternative all’auto privata, sia il trasporto pubblico, sia, le forme collettive di mobilità che un sistema completo delle sue tempistiche di attuazione dei parcheggi di interscambio della città di Varese;
– della stesura di un Piano di contenimento delle risorse energetiche che possa corredare le Norme tecniche di attuazione. Detto piano è allo studio dell’agenda 21 di Varese, ed è già stato approvato da alcuni comuni lombardi tra cui la vicina Morazzone
Concludiamo la presente, invitandovi, da una parte, a coinvolgerci maggiormente nella gestione della cosa pubblica per quanto riguarda le materie di rilevanza ambientale individuando priorità d’azione e a pianificare le proprie scelte in un’ottica non solo di comune bensì d’area, sia, dando la collaborazione che i comuni limitrofi e Varese si aspettano che, facendo funzionare al meglio un’associazione che come Varese europea (della quale siamo associati) che può a tutti gli effetti far divenire l’intera area varesina, quanto a capacità organizzatoria, una eccellenza.
Come ricorda Marco Romano sul Corriere della Sera Lombardia del 12 gennaio ultimo scorso, il senso della democrazia non è tanto prendere decisioni giuste quanto nel riconoscere la dignità di ogni cittadino, ascoltandone con rispetto il punto di vista.
La partecipazione non comporta affatto il consenso di tutti perché nelle città europee, i cittadini appartengono a gruppi con propri criteri e valori sicchè le decisioni sono sempre state prese con vivaci contrasti, ma per venire assunte con fermezza devono riconoscere, seppure confutandolo, il punto di vista degli esclusi.
In attesa di riscontro, porgo vivissime cordialità.



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