Sull’euro Maroni fa propaganda per recuperare qualche voto
14 Settembre 2005
Egregio direttore,
vorrei anch’io commentare le nuove dichiarazioni rese dal ministro Maroni all’inaugurazione della Fiera di Varese.
E’ evidente che quella di volere portare l’Italia fuori dall’euro non è un’affermazione “forte” ma solamente irresponsabile perché tutti sanno che fuori dall’euro il nostro debito pubblico ci costerebbe una valanga di soldi in più e saremmo a rischio bancarotta.
E’ altrettanto evidente che i prezzi, dall’avvento dell’euro, sono schizzati alle stelle perché non ci sono stati controlli adeguati. Non a caso noi siamo gli unici in tutta Europa a sommare bassa crescita e prezzi alti.
E, a mio modesto parere, la spiegazione di questo piccolo miracolo alla rovescia non sta certamente nell’euro, che hanno anche gli altri Paesi, ma in Berlusconi che abbiamo solo noi. La verità è che Maroni, come al solito, fa propaganda: sa perfettamente che tra i piccoli imprenditori, i commercianti, gli operai c’è molto malcontento nei confronti del governo Berlusconi, di cui la Lega fa parte, perciò tenta di blandirli prospettando un impossibile ritorno alla lira come panacea di tutti i mali. Possiamo non condividere la sua proposta (e non la condividiamo perché molto pericolosa per la già traballante e mal gestita economia italiana) ma non dobbiamo stupircene. Dobbiamo essere consapevoli che la lunga campagna elettorale per le politiche è ormai in corso e certamente, il centro–destra non lascerà nulla di intentato per mantenere le poltrone, le poltroncine e gli sgabelli romani.
Detto questo, vorrei soffermarmi brevemente sulla Fiera di Varese. Un evento importante, atteso, ampiamente pubblicizzato dagli organi di informazione locale. Ci sono stato domenica sera e mi pare che occorra registrare un indubbio salto di qualità rispetto al passato. Onore al merito della Camera di commercio e del suo presidente che hanno puntato con decisione sulla promozione dei sapori locali! Peccato, tuttavia, che la manifestazione sia rovinata da alcuni dettagli che dipendono esclusivamente dal Comune di Varese. Mi riferisco soprattutto al buio pesto che grava su tutta la Schiranna a causa dei lampioni pubblici desolatamente spenti, al parcheggio che, quando piove, si trasforma in un impraticabile pantano, alla sosta selvaggia su entrambe i lati della strada di accesso che non pochi problemi causa al trasporto pubblico e ai residenti, alla scarsità di pattuglie della polizia locale.
Viene da chiedersi: non sarebbe meglio se Sindaco e Assessori oltre che presentarsi puntualmente al taglio del nastro, dedicassero un po’ del loro prezioso tempo a risolvere questi problemi che arrecano molto disagio alle migliaia di visitatori della Fiera?
Varese, 12 settembre 2005



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