Tanti auguri al Sindaco di Cantello
3 Dicembre 2005
Egregio Direttore,
Mi permetto di chiedere l’ospitalità sua e del suo giornale per presentare con leggero anticipo i miei auguri al Sindaco di Cantello.
Potrà sembrare sciocco che io voglia farlo in forma pubblica e ad un mese,quasi, da Natale, ma gli accadimenti metrologici recenti mi sollecitano a questo.
Gli auguri infatti vanno porti con il sentito ringraziamento per avere predisposto le luminarie natalizie con largo anticipo, e con grande gusto e attenzione estetica, ma vanno anche posti per l’assoluta distinzione che il Comune ha mostrato in occasione della nevicata.
Ieri infatti (2 dicembre), verso le 21:00 mi sono trovato a compiere un viaggio in macchina, banale se vogliamo ma più complesso a causa della neve, da Cassano Magnago a Varese, quindi alla natia Cantello.
Dirò che ero piuttosto indispettito a causa della pulizia largamente insufficiente delle strade nel Gallaratese e piuttosto sconfortato dopo avere fatto un’ora di coda apparentemente immotivata all’uscita autostradale di Varese, anche la condizione delle strade nel capoluogo era discutibile anche se non pessima, così ho deciso di trattenermi un paio d’ore in città con amici per riprendere la via di casa quando i mezzi antineve avessero avuto il tempo di svolgere il loro prezioso compito.
Infatti verso la mezzanotte le strade di Varese e le provinciali si presentavano piuttosto pulite e mi sono fiduciosamente avviato verso casa.
Qualche ramo caduto sulla SP 3 non faceva più che rendere interessante il viaggio, mentre il manto nevoso non intaccava più del dovuto le carreggiate.
Ecco però la grande sorpresa, appena varcati i confini della patria dell’asparago, un altro clima, altre tradizioni e modi di vita, entravano nel mio campo visivo a ricordarmi che la globalizzazione non è ancora così potente da annullare le diversità culturali sul pianeta.
Un sovrano rispetto dell’ambiente aveva infatti protetto le strade di Cantello dall’invasiva presenza dei mezzi spartineve, dove pure essi erano passati l’avevano fatto in modo decisamente artistico, disegnando sentieri che solo a un occhio inesperto avrebbero vagamente ricordato i percorsi abituali delle strade,
Il genio degli addetti si esprimeva specialmente nella rotonda di piazza libertà, intorno a quello che noi villici chiamiamo “lampione delle libertà”, i mezzi spartineve avevano disegnato un cerchio perfetto, mirabilmente incorniciato dalle montagnole di neve da 60 centimetri che proteggevano la rotonda da ciascuna delle strade che la raggiungono su tre lati, a simboleggiare certamente la difesa dell’architettura contro l’invadenza del traffico…
Mirabile anche la sapiente conservazione di diversi centimetri di neve in corrispondenza delle salitelle più suggestive vicino a una delle quali, come nei tempi antichi quando la convivialità sapeva guadagnarsi i suoi spazi, due addetti comunali rimiravano la bellezza della loro opera conversando fraternamente a fianco dei loro trattori antineve parcheggiati in un disordine solo apparente.
AH, Cantello, dove il tempo si è fermato… e oggi sulla stampa leggo anche che i volontari della protezione civile domani puliranno i sempre bisognosi boschi della Valsorda… neanche Legambiente si era spinta a dissotterrare la spazzatura da sotto 20 centimetri di neve.
Così faccio i miei auguri al Sindaco per un felice Natale e un buon 2006, ricordando un racconto di mio nonno che giunse a Cantello, da Milano dove aveva vissuto prima della guerra e dal fronte da cui si era appena congedato, era l’inverno del ’43 e mio nonno mi disse che prima cosa che aveva notato era la gran copia di escrementi di animali da tiro e da soma che nessuno rimuoveva dale strade…
Bello sapere che non tutte le tradizioni si perdono.



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