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Tre domande, tre risposte su moschea e dintorni

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15 Luglio 2005

Rispondo personalmente alle tre domane poste alla redazione:
1 – perchè tanto spazio alle minoranze e mai una buona parola per chi, nella chiesa cattolica, fa del bene ogni giorno?
>>> Rispondo con una domanda: se ad una persona religiosa gli togli il luogo di culto (lasciamo perdere i motivi “tecnici” della moschea di Gallarate), gli stai dando tanto spazio? A me pare il contrario. Se avere spazio significa perdere il luogo di culto e finire in prima pagina bollato come LURIDO ZOZZONE, preferisco l’anonimato! Buone parole per chi fa del bene nella chiesa cattolica? Vale lo stesso discorso dell’islam: ci sono i cattolici che in silenzio fanno “il loro dovere” e chi, invece, diventa l’esempio da non seguire. Ma è quello che fa gola agli sciacalli dell’informazione e ai politici rapaci…

2 – come mai i residenti arabi e non, parlano tanto di leggi e democrazia quando nei loro paesi queste parole sono di recente e difficile introduzione?
>>> Hai probabilmente risposto alla domanda: ma perchè scappano dalla loro terra e vengono da noi?

3 – perchè una donna occidentale deve portare il velo nei paesi islamici e una donna islamica deve girare velata in Italia?
>>> Parte prima: non è vero! Dipende da paese a paese, ovvio che dove comandano I taleban c’è poco da discutere. Ma di taleban stiamo parlando, o di Islam? Mai sentito che a “Sharm” impongano il velo!!! Aaaaahhhh già ma tanto a “Sharm” non è Islam perchè è “colonia turistica occidentale”! Parte seconda: innanzitutto il “DEVE” della domanda è un po’ pesante. Basta chiedere alla donne musulmane e scopriremo che lo fanno per tradizione e rispetto. Certo, il loro concetto di rispetto e la loro tradizione sono diverse dalla nostra, ma questo non significa che portare il velo sia di per se stesso degradante per una donna.

Luca Giovannoni

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