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Treni, anche le opere sono in ritardo!

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9 Gennaio 2007

Gentile direttore,
Anche questa mattina (09/01/2007) il treno su cui viaggiavo è arrivato a destinazione in ritardo.In particolare il ritardo annunciato sul cartellone di Milano Porta Garibaldi passante era di 23 (ventitre) minuti.Questo ritardo mi obbligherà a fermarmi in ufficio oltre il canonico orario di lavoro per recuperare il ritardo.
In una famosa riunione tenutasi a febbraio 2005 le difficoltà della linea vennero presentate ai responsabili delle Ferrovie e della Regione i quali profusero un gran numero di vuote promesse.
L’unica vera novità uscita da tale riunione fu l’aumento dei treni con cadenza di 30 minuti negli orari di punta; proposta proveniente dai pendolari stessi appoggiati dai sindaci dei comuni presenti. In compenso ricordo che allora, come in altre occasioni, si indicava il 2007 come l’anno in cui i problemi della linea saranno risolti definitivamente. Ad oggi i treni continuano ad essere vecchi, sporchi, trasandati ed in ritardo. Mi auguro che entro dicembre le cose migliorino poiché, in caso contrario, mi vedrò costretto a recuperare i nomi dei rappresentanti di Trenitalia e della Regione Lombardia presenti a tale riunione per esporli al pubblico giudizio.
Ho letto su questo pregevole giornale che si parla di grandi opere da realizzarsi in provincia di Varese. Gradirei far notare che il raddoppio della linea tra Gallarate e Rho è una cosa di cui pendolari e personale viaggiante di Trenitalia parla da almeno 20 (venti) anni per cui ha già accumulato quanto meno 10 (dieci) anni di ritardo. Il collegamento di Varese con Lugano è una iniziativa delle Ferrovie Elvetiche alla quale quelle italiane si sono accodate solo dopo che qualcuno ha minacciato di dirottare i fondi Svizzeri su altre opere. Non esistono parcheggi di interscambio al di fuori delle città della provincia (fatto salvo il parcheggio con navetta di Gallarate). Si continua ostinatamente ad ignorare che il primo passo per migliorare il traffico di Varese è l’utilizzo del treno come mezzo per raggiungerne il centro e il potenziamento dei mezzi pubblici per giungere a destinazione; questo anche se Varese è attraversata da due linee ferroviarie.
Mi auguro che in futuro qualcuno dei grandi luminari della politica che spesso compaiano anche su queste pagine scendano dai loro pulpiti di grandi difensori dei grandi principi umani e si abbassino al livello dei cittadini prendendosi un impegno preciso per affrontare finalmente in modo organico il problema della viabilità pubblica.

Rabuffetti Alberto

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