Tutti investono, Luino taglia
4 Giugno 2005
Disappunto e sconcerto! Sono le prime immediate considerazioni da parte nostra che seguono le notizie relative alla presentazione del bilancio del comune di Luino apparse in questi giorni su alcune testate locali. Un susseguirsi di affermazioni che hanno davvero dell’incredibile. Pur essendo consapevoli e primi sostenitori che nel settore turismo la giunta Mentasti non abbia mai voluto o saputo investire in modo serio, non possiamo comunque evitare il sussulto provocato dalle dichiarazioni di “austerità”, “senso di responsabilità” e soprattutto di “tagli” apportati proprio al settore di primaria importanza per la nostra cittadina: il turismo. In quanto a coerenza con la linea elettorale nulla da eccepire: di turismo non si era parlato quindi di turismo non si parlerà ne tanto meno si spenderà. Certo! Vista la florida situazione economica della nostra zona, il fiorente sviluppo di attività industriali, il terziario a gonfie vele ed il commercio mai così alle stelle chi mai vorrebbe sviluppare un settore di tale complessità che richiede ingenti investimenti e preparazione? Ma al di là dell’ironia e dell’analisi sull’entità dei tagli apportati, quello che spaventa maggiormente è la gravità delle intenzioni. In un momento di recessione dove da tutte le direzioni, enti privati ed istituzioni pubbliche, si cerca di intraprendere il duro cammino verso uno sviluppo economico partendo dal settore turistico, verso uno sfruttamento produttivo del territorio in tal senso e verso una valorizzazione delle risorse storico culturali, il comune di Luino cambia rotta, esce da un periodo di immobilità assoluta, si muove, ma decide di arretrare. Complimenti! Un segnale fortemente negativo per il commercio, i pubblici esercizi, il settore ricettivo e per i giovani che vedranno presto nascere nuove forme di istruzione, di estrema utilità, grazie ai corsi di tecnica turistica territoriale ma, visto il supporto istituzionale, si riveleranno inutili per mancanza di attività ed opportunità alla pratica. Siamo consapevoli che alcuni settori, come il sociale, necessitano di sostegno finanziario, che il bilancio debba inevitabilmente pareggiare e che siano necessari tagli ma quello che stona è la mancanza di considerazione della potenziale risorsa turistica e l’inutilità di un assessorato al turismo praticamente impotente che, anziché studiare nuove strategie per rilanciare il settore ed agire in prima persona come soggetto forte, autorevole e propositivo, delega l’Ascom a fare le sue veci affidando loro autonomia e buona parte del misero budget annuale. Così, tra l’elezione di “miss commercio” e le battute dei cabarettisti di Zelig, l’estate dei “luinesi” si avvia sui consueti binari. Consoliamoci però, nel 2006 ci saranno grandi progetti: le nuove caserme, un autosilo (meno male) e un “parco” nel piazzale sterrato lungolago (probabilmente inutile ma ne giudicheremo l’eventuale destinazione turistica). Ma dove andranno a finire la “Fiera” ed il Luna park? Un dubbio ci assale; non vorranno per caso sprecare l’ex campo da calcio per un piazzale sterrato BIS?



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