Un saluto al Prefetto
30 Gennaio 2022
La nostra vita è un insieme di ricordi. Ci sono persone che si fermano dove nascono ed altre che si muovono con la speranza di realizzare i propri sogni. Non tutti hanno fortuna, ma questo non è un problema per chi utilizza la vita al servizio degli altri.
Poche righe per salutare il Prefetto di Varese che a giorni lascerà l’incarico per andare in pensione. A Villa Recalcati Dario Caputo lascia il ricordo di un uomo che ha operato con capacità e discrezione. Non ha fatto rumore, ma ha svolto il proprio compito con la dedizione e la professionalità che si deve quando si ama il proprio lavoro. Prima di giungere a Varese nell’aprile del 2020, Caputo aveva operato a Pordenone, Udine, Roma ed Agrigento dove ha svolto incarichi relativi ad iniziative post-terremoto, difesa civile, immigrazione e gestione dei fondi comunitari. Chi scrive lo ricorda mischiato tra la folla ai funerali della famiglia Zorloni in un giorno di maggio dello scorso anno a Vedano Olona. Fuori, nella piazza c’era il sole, all’interno della chiesa Dario Caputo era come tutti: piegato su se stesso al cospetto dell’ennesima “strage degli innocenti”.
Ora il Prefetto ci lascia, promettendo che però tornerà per conoscere gli angoli belli della nostra provincia che non ha potuto visitare. Prima di andarsene desidera chiedere scusa ai varesini per non aver fatto il possibile per le famiglie che hanno patito maggiormente gli effetti della pandemia. Disagi e lamentele che prende sulle sue spalle nonostante l’imprevedibile situazione creatasi. Un gesto che gli rende onore nel panorama di “scarica barili” che in questo momento attraversa il paese. La nostra vita è un insieme di ricordi. Vorremmo che, tra i ricordi del Dottor Caputo, un giorno si schiudesse anche il grazie che oggi gli rivolgono i varesini.
Fernando De Maria



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