Una doverosa risposta su ciclabile e ciclisti
21 Gennaio 2007
Egregio direttore,
Rispondo ai signori V.R. e F.V. Penso più che altro che sia una questione di educazione, la mia è stata una sfuriata poiché
fa innervosire tutti vedere una pista che viene definita “ciclabile” vuota o semivuota e ciclisti in mezzo
alla strada a mettere a repentaglio la loro vita e quella di chi si muove, magari costretto per lavoro o per pigrizia,
con cavalli a motore.
Preciso quindi doverosamente che ci sono ciclisti disciplinati e ciclisti indisciplinati ed allo stesso modo ci sono tratti di provinciale (la s.p.18) ciclabili in maniera sicura (dove la visibilità e la velocità media delle auto permette questa situazione) ed altri che non lo sono.
Capita molte volte di trovare ciclisti che si superano o che viaggiano in coppia raccontandosela su e costringendo a manovre poco ortodosse chiunque si trovi a dover rallentare per colpa loro.
Dato che la bicicletta la uso parecchio (non a scopo di allenamento) so che ci sono strade nelle quali pedalare è sicuro e strade nelle quali ESSENDOCI strutture, tipo la ciclabile affianco, è buon senso lasciare le provinciali ed evitare il traffico.
Guardo, anche se non trovo giusti questi paragoni, alla pista del lago di Costanza, provate a pedalare sulle strade parallele… Il divieto ad appoggiare i copertoni delle 2 ruote sull’asfalto è tassativo.
Penso, che ciò detto possa essere anche nel vostro interesse, il non rendervi partecipi di una guerra, quella che si combatte sulle strade, dove se ci pensi bene quando arrivi casa devi ringraziare qualcuno per averti fatto
riabbracciare i tuoi cari. Forse può sembrare patetico, palloso questo discorso, anzi lo è, ma garantisco che stare per 6 mesi a fianco di una persona che dorme su un lettino e che non reagisce quando gli parli malgrado cerchi sempre di stimolarlo con tutto quello che è in tuo potere, non è bello. Non si può capire finchè non si prova. E forse, signor F.V., è inutile parlare solo a chi si rifiuta di sentire, non ai mancati piloti di formula 1.
Comunque rimane solo una questione di buona educazione e buon senso civile.
Grazie.



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