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Una finanziaria con handicap

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4 Ottobre 2006

Caro direttore,

Qualche riflessione sulla Finanziaria varata dal Governo ed in attesa delle inevitabili modifiche da parte dei 2 rami del Parlamento.
Il primo obiettivo a mio avviso non è né l’aiuto al ceto medio-basso, né tanto meno la volontà di colpire i ricchi o tassare tutti indistintamente spinti da chissà quale desiderio di vendetta… tutto questo fa parte dei tristi giochi di maggioranza e opposizione che non puntano a rendere il cittadino più informato e consapevole, ma perdono del tempo prezioso nel trovare la dichiarazione più ad effetto da lasciare ai nostri spesso mediocri giornalisti.

Ma tant’è…

Il ministro tecnico Padoa-Schioppa aveva un preciso intento: sistemare i conti pubblici riducendo il deficit ed il rapporto debito/Pil, aumentando l’avanzo primario dall’attuale 0 al 2%. Quest’ultimo è necessario per pagare gli interessi sul debito pubblico (BOT, CCT, ecc.) e, se dopo ne avanza, per ridurre questo debito. Se invece l’avanzo primario non è sufficiente per coprire gli interessi da pagare, lo Stato in qualche modo deve pur finanziarsi. Può stampare nuova moneta oppure può indebitarsi ulteriormente, facendo dunque partire un circolo vizioso dal quale è impossibile uscire… Ma tutto questo sembra lontano dalle preoccupazioni quotidiane del cittadino medio…invece non è così. Ridurre il debito pubblico ha lo scopo da una parte di mantenere gli impegni con l’Unione Europea, ma è soprattutto un provvedimento che mira ad utilizzare in futuro una enorme mole di risorse per nuovi investimenti e per la crescita del Paese, piuttosto che sperperarli per coprire il debito accumulato negli anni.
È per tale motivo che non credo sia questa la Finanziaria adatta per rilevare quali sono i veri intenti politici ed economici di un nuovo Governo, ed è a mio avviso opportuno attendere la Finanziaria 2008 che non prevedrà risorse ingenti per coprire parte del debito pubblico.

Ma aldilà di tutto ciò, la legge Finanziaria 2007 affronta tuttavia altri capitoli, che soltanto in parte danno l’idea delle linee guida che il Governo Prodi ha deciso di seguire proprio per il motivo sopraccitato: lotta seria all’evasione in primis (ci si attende un introito di 8 mld) attraverso soprattutto il potenziamento degli studi di settore, e poi gli interventi “verdi”, l’aumento della pressione per i ceti medio-alti, sgravi contro il precariato, detrazioni in vari ambiti dalla salute all’ambiente, sono questi dei provvedimenti propri di un Governo che presenta al suo interno una corrente di Sinistra progressista.

Ma individuare la vera volontà del Governo quest’anno, nel quale la priorità è il contenimento del debito pubblico, voce che va aldilà dei programmi di qualsiasi Governo, non credo sia opportuno, poiché credo che anche tutte le altre voci abbiano risentito di questo handicap; e se, ad esempio, si volevano ridurre con più decisione le tasse non soltanto per i ceti bassi, ma anche per chi possiede un reddito fino a 45/50 mila euro, questo non è stato possibile realizzarlo ora. La riduzione del debito ed i risultati derivanti dalla lotta all’evasione e dal contenimento della spesa destinata alla burocrazia statale, potranno svelare gli intenti di Prodi.

Alessandro Parigi, Gerenzano (VA)

Alessandro Parigi

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