Una Finanziaria senza handicap
4 Ottobre 2006
Gentile Direttore,
approfitto della lettera inviata da un lettore “Una finaziaria con handicap” per parafrasare dicendo che invece questa finanziaria è senza dubbio “senza Handicap”.
In questi giorni, come tutti forse, sto cercando di capire quali novità, in positivo o in negativo, porterà la nuova legge finanziaria.
Ma forse più di altri speravo che questo governo, sia nelle premesse che nelle promesse, avrebbe portato più agevolazioni per le persone disabili. Come tutti i famigliari di persone con handicap sto cercando di capire cosa ci sarà in più per quelle persone che, come mio fratello, lavorano, vivono e contribuiscono alla vita di questo paese, determinati a farne parte nonostante le tante e a volte troppe difficoltà.
Al momento mi devo arrendere all’evidenza e mestamente constatare che la parola disabile, o handicap, ricorre solo due volte in tuttto il testo che andrà alle camere in questi giorni.
Poche le novità esplicitamente a favore delle persone disabili: per la scuola una forse maggiore disponibilità di insegnanti di sostegno, che non vuol dire più insegnanti ma solo meno buchi di personale, rimarranno infatti come già è “solo” 1 insegnante ogni 138 alunni disabili frequentanti.
Per quanto attiene alle tasse c’è un piccolo aumento per le detrazioni, un aumento per chi ha figli a carico con disabilità di 70 euro (es. 900 euro a figlio – 970 euro a figlio disabile), forse un po pochi, non crede? (N.B. nel 2004 quando era in vigore sempre il regime di detrazioni la maggiorazione in caso di disabilità era di 250 euro a figlio – 750 euro invece che 500 euro)
Cercando di informarmi, in un momento in cui però le informazioni sono ancora molto ermetiche e difficili da capire, sono riuscito a individuare solo questi due aspetti a favore delle persone disabili, salvo smentite, ma che come può ben capire sono assolutamente poco significativi.
È importante che le famiglie, e le persone disabili, trovino nello stato e nella pubblica amministrazione il loro migliore alleato, e questi non devono dimenticare che l’aiuto passa anche attraverso una legge finanziaria che può, o forse dovrebbe, cambiare la vita di tante persone che con tenacia si danno da fare per essere parte viva e attiva del nostro paese.
Il mio timore e proprio quello che l’indifferenza, già sperimentata in precedenti finanziarie e maggiornaze di altro colore politico, possa riproporsi anche in questo governo, portando poco anche da parte di chi ha promesso molto e in particolare maggiore attenzione verso fasce di popolazione più in difficoltà, ma sopratutto temo, come spesso è accaduto, che la valanga di restrizioni, norme anti evasione, e stangate per risanare i conti pubblici vadano poi a sfavore delle persone che godono di minore visibilità sui mezzi di informazione o minore capacità di organizzarsi per rivendicare i propri diritti.
Staremo a vedere.
Cordiali saluti.



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